“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Volontari a Terra Madre. Quello che non vediamo da visitatori affrettati

Colloquio con Ausilia ed Ezio Costanzo.

 “Volo 2006” è un’associazione di volontariato che fornisce, secondo l’espressione stessa dei nostri intervistati, la manovalanza organizzativa per varie manifestazioni ed eventi: accompagnamento delle delegazioni, assistenza per le necessità più immediate, servizi di accreditamento.

C’è un però un ruolo che non è così banale: farsi tramite tra gli ospiti ed il pubblico. E’ da questa posizione che si possono osservare le realtà più profonde della manifestazione di Terra Madre.

Il visitatore a volte affrettato, più spesso non adeguatamente informato, si limita alla ricerca del dolcino esotico o del braccialettino originale o più originale di quello visto in precedenza.

Invece il volontario, costretto anche dalla necessità di capire quello che l’ospite cerca di spiegare utilizzando un po’ la lingua, un po’ i gesti, può entrare in contatto con la persona che sta dietro quella merce. E raccontarne il significato profondo: lo sforzo di conservare l’unicità e la tipicità dei prodotti.

Può incontrare un agricoltore di Arequipa che produce pannocchie di mais variopinte, frutto della peculiarità del territorio (Perù). Un produttore di formaggi di origine veneta che ha portato in Moravia (Repubblica Ceca) la sua esperienza, sfruttandola per esportare (magari a danno dell’Italia).

O, ancora, un eritreo che ti racconta una realtà insospettabile per noi TG dipendenti: una nazione di 3 milioni di abitanti, autosufficiente, 3° produttore mondiale di oro, ricco di petrolio che non sfrutta perché, chissà, un giorno potrebbe scarseggiare sui mercati mondiali.

Una giovane ricercatrice sta rileggendo la sua relazione sugli effetti dei neonicotinoidi (probabili responsabili delle recenti morìe di api) sulle sementi del mais, conseguenza drammatica dell’alterazione del ciclo alimentare: gli insetti subiscono danni al sistema nervoso, a loro volta uccidendo gli uccelli che se ne nutrono, con possibili ripercussioni, arrivando al termine della catena, anche sull’uomo. La conferenza termina con l’osservazione che su un intero tratto della costa californiana sono scomparsi i pipistrelli. Poco male?

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

 

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