“Lavora quando puoi e riposa quando devi”
Lailah Gifty Akita

Legge di stabilità – Curiosa, ma c’è poco da ridere

Sarebbe un esercizio divertente fare un elenco dei provvedimenti, equi o iniqui, secondo chi ne è toccato, via via proposti durante la maratona del “ddl di stabilità” che sostituisce la vecchia finanziaria. Già il nome testimonia l’inventiva dei nostri amministratori per camuffare la stangata.

La patrimoniale è stata solo una toccata e fuga, anche se in realtà l’IMU – cos’ è se non una patrimoniale mirata – è rimasta eccome. Per tutti. E per gli immobili della Chiesa e degli Enti No Profit, certo, solo quelli destinati ad attività commerciali? Ancora non è chiaro.

Il contributo di solidarietà per gli stipendi pubblici oltre i 150.000€ è incostituzionale; le Province si ribellano alla contrazione e minacciano il gelo nelle scuole. La caduta del Governo ha scongiurato il rischio, di abolizione di Province si parlerà a fine 2013.

Quella delle 24 ore settimanali per gli insegnanti è un’ipotesi che ha solo aleggiato per un paio di giorni. Prevista invece una riduzione di distacchi e permessi sindacali per docenti e personale scolastico, dei fondi per il progetto ‘smart city’ e per il fondo per l’offerta formativa. Invece vengono erogati 223 milioni per le scuole “paritarie”.

Salta il taglio dell’IRPEF, in fondo solo lavoratori e pensionati lo vedevano con favore. Quando il Parlamento ha cassato questa voce il Governo deve aver brindato a champagne: 4,3 miliardi (6,6 nel 2014) che avevano ormai preso il volo e che sono ritornati al nido.

E salta il tetto alle detrazioni fiscali, una vera sventura se fissato a 3000 € globali, ma forse era il momento di porre fine alla giungla di benefici: obiettivo per il quale un’apposita commissione aveva lavorato mesi.

Passano da 900 a 1.220 euro le detrazioni fiscali per i figli di età inferiore ai tre anni, per i figli piu’grandi si passa da 800 a 950: benefici che rischiano di venire azzerati dagli aumenti alle imposte locali concessi dal ddl (fonte: Il Sole 24 ore).In realtà delle modifiche all’ IRPEF proposte dal Governo rimangono pochi provvedimenti.

Si conferma l’aumento dell’aliquota del 21% che passerà al 22%.

Stralciata per motivi di sicurezza la cosiddetta ‘operazione cieli bui’, che prevedeva lo spegnimento parziale dell’illuminazione notturna nei centri abitati. Per quelli disabitati nessuna limitazione, non si prevedevano risparmi.
45 milioni nel 2013 saranno stanziati per le zone colpite dal terremoto del Belice, quello di  40 anni fa.  In parte per definire i contenziosi in atto.

Mezzo di milione di nuove verifiche in tre anni per scovare i falsi invalidi civili. E le risorse per le verifiche, visto che la stessa norma prospetta la riduzione degli organici? Forse emergeranno da quelle liberate presso l’Agenzia delle Entrate a seguito dell’introduzione del nuovo redditest che convincerà molti evasori ad autodenunciarsi.

Curiosità finale: Per assicurare una copertura al problema esodati, per il 2014 non verrà riconosciuta la rivalutazione automatica delle pensioni superiori a 6 volte il minimo INPS. “Repubblica” anticipava la norma così:

“Il caso esodati -… Solo nel caso in cui i risparmi non bastassero si ricorrerebbe alla deindicizzazione delle pensioni più ricche, recuperando così una cifra per coprire le eventuali necessità del 2014.” Le pensioni più ricche in questione sono quelle di 2000 € (più o meno) netti. Qualcuno di noi si è scoperto “più ricco”?

Difficile dare un giudizio globale, e comunque non è nostra intenzione (e sarebbe presunzione): l’impressione è che il Parlamento abbia smontato pezzo a pezzo un impianto che doveva avere una sua logica, a favore di una serie di delibere senza  Impressione avvalorata anche dai numerosi provvedimenti a pioggia che ricordano il fine legislatura di alcuni governi del passato.

Ci auguriamo di poter commentare con i lettori i vari provvedimenti e le loro implicazioni per noi cittadini.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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