"C’è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare dall’intelletto." (GK Chesterton)

Eataly, l’Italia nel piatto

E’ un vero e proprio fenomeno. Si chiama Eataly ed è un luogo dove si possono comprare, mangiare e studiare il cibo italiano e le bevande di altissima qualità. 22 punti vendita in tutto il mondo, il primo dei quali fondato a Torino, di fronte al complesso del Lingotto nel gennaio 2007, sulla base di un’idea avuta tre anni prima dalla famiglia Farinetti.

Il concetto è quello di un grande supermercato dove si possono trovare i migliori prodotti dell’enogastronomia italiana, selezionati grazie alla consulenza di Slow Food. Oltre all’asporto, il concept prevede la possibilità di degustare, in apposite aree attrezzate come dei bistrot, piatti cucinati al momento con i prodotti acquistabili nello store.

Chi viene da Eataly è come chiamato a partecipare ad una sorta di rito goloso, ad una celebrazione della grandezza e della ricchezza di significato del wine & food ed è spinto a socializzare anche facendo la fila conversando amabilmente con gli altri avventori in attesa.

Alla base di tutto questo un’organizzazione attiva, ben collaudata, entusiasta che, tutti i giorni o quasi, fornisce nuovi pretesti e stimoli per tornare al Lingotto e presenziare a degustazioni, corsi, cene a tema, ed incontri con autori, cuochi e produttori, attività specifiche per bambini ed anziani. Perché, come si legge sul sito Internet, si può comprare, mangiare, imparare, partecipare ad eventi, su prenotazione, programmati con largo anticipo e ben presentati sul sito; seguire corsi di enogastronomia, imparare tutto sui prodotti dei Presidi di Slow Food, assistere a degustazioni letterarie, incontrare “i grandi”, ma, soprattutto, ci si sente parte di una comunità che non solo mangia, ma respira, pensa, discute, vive di cibo e di vino, che considera giustamente l’enogastronomia cultura. Materiale, se si vuole, con connessioni e risvolti finanziari ed economici, ma sempre cultura.

Nei prossimi numeri pubblicheremo approfondimenti sull’argomento e un’interessante intervista al patron di Eataly, Oscar Farinetti.

Silvia Tacconi

silviat@vicini.to.it

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