“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

Le golose tradizioni del Carnevale

Il Carnevale è una festa antichissima, che nasce, anche e soprattutto, come festa contadina. In tale occasione veniva festeggiato il passaggio da un ciclo di stagioni e di eventi ad un altro, ovvero la fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera. Durante questi festeggiamenti venivano indossate delle maschere, che coprendo i volti rendevano gli uomini più vicini alle bestie. In questo modo il popolo credeva di poter allontanare gli spiriti maligni.

Con il Cristianesimo il Carnevale continua ad essere festeggiato, ma cambia di significato.

Il termine Carnevale deriva dal volgare e significa “carne levare“. Il significato di questo termine è da ricollegarsi all’inizio della Quaresima, periodo in cui ci si astiene dal consumo della carne.
L’inizio del Carnevale dipende dalle prescrizioni ecclesiastiche e può essere il 1° Gennaio, il 17 Gennaio (giorno di S.Antonio) o il 2 Febbraio (festa della Candelora); in ogni caso il Carnevale termina sempre il mercoledì delle Ceneri, che corrisponde alla prima domenica di Quaresima (per il rito Ambrosiano).
Il Carnevale non è una festa solo nostrana, bensì europea. In Italia assumono particolare evidenza i festeggiamenti del Carnevale di Venezia e quello di Viareggio. Ma in ogni cittadina italiana non mancano in questi periodi carri, maschere e coriandoli che rendono colorate e allegre le vie delle città e, perchè no, i cuori della gente.

La famosissima festa dei piccini coninvolge infatti anche i più grandicelli, dando a tutti la possibilità di dilettarsi tra maschere e scherzi vari.

Ma il Carnevale è anche una ricca tradizione di cucina che si tramanda di generazione in generazione. Le tavole sono allietate da ricchi piatti e squisiti dolci che variano secondo le tradizioni gastronomiche delle varie regioni d’Italia.

In Piemonte il piatto più famoso del periodo carnevalesco è un dolce che ormai trova diffusione non solo in Italia ma anche all’estero. Sto parlando delle bugie, croccanti rombi di sfoglia fritte in olio bollente, tipiche delle tradizioni del basso Piemonte.

Sempre nella tradizione piemontese abbiamo i friciò, gonfie frittelline di morbida pasta che si mangiano spolverizzati con zucchero a velo. Ancora in tema di dolci non possiamo dimenticare le bignole; ormai si possono assaporare tutto l’anno ma traggono origine dalla tradizione carnevalesca.

Dolci ma non solo, a Carnevale poiché, sempre in Piemonte, e più precisamente nella zona di Ivrea, uno dei piatti più rappresentativi del periodo è la fagiolata. La tradizione è molto forte e ha una storia ben precisa; le fagiolate sono parti integranti della storica manifestazione eporediese, undici in totale poste nei vari rioni cittadini. Migliaia le persone che affollano i punti di distribuzione, chi per il tradizionale assaggio, chi con pentole e barachin preferisce l’asporto per poterli comodamente gustare tra le mura domestiche: e il profumo inebriante dei fumanti faseuj grass si diffonde rapidamente all’interno del rione, pochi sfuggono alla sua cattura. Gli ingredienti sono per tutte uguali: fagioli piccoli e striati cotti con i preive, cotiche di maiale arrotolate con spezie ed aromi, ossa di maiale e salamelle, poi è opera dei cuochi apporre un sigillo per ognuna delle undici fagiolate che le renderanno simili, ma non uguali.

 

Silvia Tacconi

silviat@vicini.to.it

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