I libri sono risorse di grano da ammassare per l’inverno dello spirito (Marguerite Yourcenar)

Scuola e territorio: Una nuova proposta

La classe 5^B della Scuola Primaria Franca Mazzarello ha visitato la mostra “Dalla fabbrica alla città” alla Cascina Giajone e svolto un laboratorio all’Ecomuseo della Cascina Roccafranca. Questo percorso è stato così gradito e proficuo che i ragazzi hanno pensato di raccontarvi

ciò che è loro rimasto di questa esperienza …

Della mostra ricordiamo che, un tempo, il nostro quartiere era ricco di vegetazione, campi, ville e cascine con molti animali e noi l’abbiamo scoperto proprio attraverso i vari documenti esposti e alle tante testimonianze. Ora abbiamo meglio compreso le trasformazioni del quartiere nel quale viviamo, che dopo la costruzione dello stabilimento, in poco più di cinquanta anni, si è urbanizzato per dare abitazioni e servizi agli operai che lavoravano in fabbrica tutto il giorno.foto1

Un aspetto che ci ha particolarmente incuriositi è stato vedere come si svolgessero le attività all’interno della Fiat, oppure come le donne avessero preso il posto degli uomini durante la 2^ guerra mondiale o come fossero impegnate nella mensa per assicurare un pasto agli operai.

Inoltre abbiamo meglio compreso come l’uomo, sviluppando le sue attività, abbia cambiato l’ambiente, a volte anche inquinandolo, e modificato i propri modi di vita, a volte in meglio, altre in peggio. Grazie alla mostra ora ricordiamo anche alcuni monumenti come il Castello di Miraflores, le scuderie Gualino, il sanatorio e l’ippodromo che, col passare del tempo, sono scomparsi oppure quelli ancora presenti sul nostro territorio come la Cappella Anselmetti o le Cascine Giajone e Roccafranca con la loro originaria funzione.

Nel secondo incontro all’Ecomuseo abbiamo scoperto che questo è il luogo dove sono stati raccolti documenti e testimonianze di molte persone, cioè è il luogo della memoria di tutto un quartiere. Abbiamo compreso che il termine “eco” davanti alla parola “museo” non ha esattamente il significato di “eco-logico”, anche se lo si potrebbe intendere come un luogo nel quale le testimonianze possono essere “riciclate” e non solo custodite. In questo caso il prefisso “eco” indica il fenomeno tipico di un suono che rimbalza e si propaga: da lontano ci giunge l’eco di fatti passati e da noi si amplifica perché anche altri li possano conoscere. Quindi poi ritorna in questo luogo sottoforma di nuove testimonianze e racconti come questo, contribuendo a ricomporre in modo più completo e collettivo un “quadro” di ricordi condivisi.

Nel laboratorio dell’Ecomuseo abbiamo pescato a caso in frammento di una vecchia immagine, l’abbiamo incollata su grandi fogli e poi “espansa” con un disegno, facendo materialmente un salto nel passato o nel futuro: usando l’immaginazione come una portentosa macchina del tempo abbiamo dato forma e visibilità ai nostri pensieri, a ricordi personali o altrui.

foto2

Dalle testimonianze dirette dei nostri accompagnatori abbiamo pure percepito come, una volta, la vita fosse più faticosa e che le persone di una certa età non devono essere messe da parte perché sono importanti: hanno ancora tante cose da raccontarci e ci aiutano a capire! Inoltre ci sostengono facendo anche i volontari, donandoci un po’ del loro tempo, e di questo li ringraziamo molto.

Questa attività è stata decisamente istruttiva, divertente e graditissima perché ne abbiamo anche ricavato dei bei disegni colorati che ora abbelliscono e rallegrano il corridoio della nostra scuola perciò consigliamo questo percorso anche ad altre classi.

Gli alunni della 5^B Mazzarellofoto3

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0 (from 0 votes)