“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Il secolo delle donne raccontato da Tedacà

“D – Ovvero la figura della donna nell’Italia del ‘900” è lo spettacolo andato in scena al Teatro Astra di Torino gli scorsi 25 e 26 marzo; prodotto da Tedacà, associazione torinese di teatro, danza, canto. L’opera è un omaggio all’universo femminile ed è l’occasione per festeggiare i dieci anni di attività della Compagnia, nell’ambito di un progetto in collaborazione con la Città di Torino – Settore Politiche Giovanili, e la Quarta Circoscrizione.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Simone Schinocca, affida l’interpretazione a tre giovani e bravi attrici ( Silvia Freda, Valentina Aicardi e Celeste Gugliandolo) che raccontano il Ventesimo Secolo dal punto di vista delle donne, con l’ironia di un teatro di narrazione al femminile. “D” ha esordito nel 2009 come uno degli eventi della “Biennale Democrazia” di Torino e conta ormai più di 40 repliche in tutta Italia.D - Celeste Gugliandolo Valentina Aicardi e Silvia Freda

“D” rappresenta il lungo percorso di emancipazione delle donne nel Novecento italiano, chiamato “il secolo delle donne”. Vi si narrano avvenimenti che hanno interessato tutto il mondo femminile (ricordiamo la vittoria del suffragio universale nel 1946), ed anche storie di singole protagoniste che hanno affrontato ingiustizie, pregiudizi, stereotipi (come la storia della diciassettenne Franca Viola).

Il racconto è percorso dal sottile filo dell’ironia, e vede in scena tre donne raccolte in un’ideale stanza del tempo all’inizio del Ventesimo Secolo. Ha inizio il loro viaggio avventuroso nella storia italiana al femminile: dalla vita agricola negli anni’40 alla difficile sopravvivenza durante la Seconda Guerra Mondiale, dalle staffette partigiane al diritto di volto, dall’abolizione della Legge Merlin al boom economico.

I temi toccati sono il lavoro, l’istruzione, il matrimonio, la violenza, gli stereotipi di genere. Lo spettacolo si fa racconto di storie grandi e piccole, di lotte e sacrifici sopportati, ed anche di traguardi raggiunti. E’ profonda la trasformazione compiuta dalle donne, ma si sottolinea anche con forza e indignazione quanta giustizia debba essere ancora loro riconosciuta.

L’intensa ora di rappresentazione termina con il “gioco delle prime”, ovvero l’elenco delle donne che per prime hanno intrapreso con successo lavori considerati maschili, abbattendone i pregiudizi: tra le altre, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Alessandra Germi, Rita Levi Montalcini.D - Istruzione e istituzione

La scenografia è semplice: un grande baule, dove sono custoditi vestiti e oggetti che segnano ogni tappa narrativa, non solo contenitore ma elemento che si trasforma idealmente a seconda delle situazioni affrontate.

Teatro pieno e convinti applausi hanno salutato la prova delle attrici.

Come secondo appuntamento del progetto “10 anni con Tedacà”, il 17 e 18 aprile prossimi, la Compagnia porterà in scena (alla Cavallerizza Reale) “Sreet Striit”, nuova produzione di teatro danza sul valore dell’educazione nel periodo adolescenziale.

si può consultare il sito di Tedacà:    www.tedaca.it

per informazioni info@tedaca.it

Rossella Lajolo

rossellal@vicini.to.it

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