Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

“Re della Terra Selvaggia”, un film che parla al cuore

Sono molte le recensioni che parlano di questa opera prima. Ne ho scelta una: quella di Federico Pontiggia per la sua incisività.

Benh Zeitlin
Benh Zeitlin
Hushpuppy
Hushpuppy nelle acque sulla sua “barcauto”

“Benh Zeitlin, 30 anni, newyorkese, regista. Appuntatevelo, ha un grande futuro e un più grande presente: Beasts of the Southern Wild – in Italia Re della Terra Selvaggia – è l’opera prima che rialza le sorti dell’indie americano e ci sbatte in faccia LA domanda: perché noi non ce la facciamo? Un milione e 800mila dollari di budget, il suo collettivo Court 13 nella crew, attori non professionisti nel cast, e una pièce, Juicy and Delicious di Lucy Alibar, per immaginifico punto di partenza.Delta del Mississippi, fusione panica con la Natura e raffinerie incombenti, una comunità bayou di emarginati, un padre e una figlia di sei anni, la sua “padrona” Hushpuppy (Quvenzhané Wallis, mesmerizzante e più giovane candidata protagonista agli Academy Awards), a scambiarsi la legge della giungla acquatica. All’orizzonte, un disgelo apocalittico e i preistorici uri al galoppo con le zanne a baionetta: il padre sta male, Hushpuppy cerca la madre perduta, noi troviamo un gioiellino sospeso tra il fantasy utopico e la realtà dei derelitti, con più contendenti, umani e animali, per la parte delle Bestie.
Leopardi avrebbe gradito, Huck Finn se ne sarebbe andato braccetto con Hushpuppy, noi contiamo i premi di Beasts (più 4 nomination pesanti agli Oscar) e ci lecchiamo gli occhi: nel selvaggio Sud gli ultimi saranno i primi. Applausi.”

Quando sono uscito dalla sala cinematografica avevo netta la sensazione di un piccolo gioello cinematografico, ( e nemmeno sapevo fosse un’opera prima !) eppure la forza visiva delle inquadrature, la bravura di Quvenzhané Wallis, l’ambientazione tribal/postmoderna, il rapporto tra una bimba e l’universo fatto da ciò che la circonda e suo padre, mi hanno fatto dire una cosa che non capita spesso “bell0!”.

Ora ha vinto molti premi e nessun Oscar: pazienza!

Candidato a ben 4  nelle maggiori categorie (Film, Regia, Attrice e Sceneggiatura), è riuscito a raccogliere premi fin dalla prima al Sundance fino a giungere a Cannes dove ha vinto la Camera d’Or come Miglior Opera Prima.

Vale la pena vederlo. E per invogliarvi ancora di più eccovi alcune “chicche”

  • la piccola Wallis (all’epoca del provino cinque anni, ora in procinto di compiere i dieci anni) è la più giovane candidata della Storia a essere nominata agli Academy come Miglior Attrice protagonista;
  • Dwight Henry non aveva alcuna esperienza di recitazione prima di questo film ed è stato tra quelli che a New Orleans ha vissuto sulla propria pelle il disastro dell’uragano Katrina, che ha rivissuto in parte attraverso la pellicola;
  • il luogo di fantasia dove si svolge il film, chiamato la ‘isle de Charles Douchet’ detta anche ‘vasca da bagno’ (bathtub) è basato su alcune piccole comunità di pesca spesso minacciate da erosioni, uragani e innalzamenti improvvisi del mare in Louisiana. Il film è stato girato a Montegut, nella stessa regione;
  • il film è stato girato in 16 mm da una piccola crew che comprendeva anche gente del posto, senza esperienze di cinema;
  • il gruppo produttivo dietro il film ‘Court13’, il primo nome che inaugura i titoli di coda è riuscito a mandare avanti la pellicola senza il sostegno di una major, che è prontamente arrivata solo in seguito con la Fox Searchlight incaricatasi della distribuzione nel territorio USA;
  • la pellicola è costata 1,800,000 $ e ne ha fin’ora incassati più di 12 milioni;
  • la colonna sonora di Benh Zeitlin e David Roemer è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica, ma come anche quella di Jonny Greenwood (The Master) non è riuscita a piazzarsi nella cinquina degli Oscar, mentre il 47 volte nominato John Williams è riuscito a entrare nella corsa anche questa volta.

Buona visione

franco

direttore@vicini.to.it

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