Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

“Re della Terra Selvaggia”, un film che parla al cuore

Sono molte le recensioni che parlano di questa opera prima. Ne ho scelta una: quella di Federico Pontiggia per la sua incisività.

Benh Zeitlin
Benh Zeitlin
Hushpuppy
Hushpuppy nelle acque sulla sua “barcauto”

“Benh Zeitlin, 30 anni, newyorkese, regista. Appuntatevelo, ha un grande futuro e un più grande presente: Beasts of the Southern Wild – in Italia Re della Terra Selvaggia – è l’opera prima che rialza le sorti dell’indie americano e ci sbatte in faccia LA domanda: perché noi non ce la facciamo? Un milione e 800mila dollari di budget, il suo collettivo Court 13 nella crew, attori non professionisti nel cast, e una pièce, Juicy and Delicious di Lucy Alibar, per immaginifico punto di partenza.Delta del Mississippi, fusione panica con la Natura e raffinerie incombenti, una comunità bayou di emarginati, un padre e una figlia di sei anni, la sua “padrona” Hushpuppy (Quvenzhané Wallis, mesmerizzante e più giovane candidata protagonista agli Academy Awards), a scambiarsi la legge della giungla acquatica. All’orizzonte, un disgelo apocalittico e i preistorici uri al galoppo con le zanne a baionetta: il padre sta male, Hushpuppy cerca la madre perduta, noi troviamo un gioiellino sospeso tra il fantasy utopico e la realtà dei derelitti, con più contendenti, umani e animali, per la parte delle Bestie.
Leopardi avrebbe gradito, Huck Finn se ne sarebbe andato braccetto con Hushpuppy, noi contiamo i premi di Beasts (più 4 nomination pesanti agli Oscar) e ci lecchiamo gli occhi: nel selvaggio Sud gli ultimi saranno i primi. Applausi.”

Quando sono uscito dalla sala cinematografica avevo netta la sensazione di un piccolo gioello cinematografico, ( e nemmeno sapevo fosse un’opera prima !) eppure la forza visiva delle inquadrature, la bravura di Quvenzhané Wallis, l’ambientazione tribal/postmoderna, il rapporto tra una bimba e l’universo fatto da ciò che la circonda e suo padre, mi hanno fatto dire una cosa che non capita spesso “bell0!”.

Ora ha vinto molti premi e nessun Oscar: pazienza!

Candidato a ben 4  nelle maggiori categorie (Film, Regia, Attrice e Sceneggiatura), è riuscito a raccogliere premi fin dalla prima al Sundance fino a giungere a Cannes dove ha vinto la Camera d’Or come Miglior Opera Prima.

Vale la pena vederlo. E per invogliarvi ancora di più eccovi alcune “chicche”

  • la piccola Wallis (all’epoca del provino cinque anni, ora in procinto di compiere i dieci anni) è la più giovane candidata della Storia a essere nominata agli Academy come Miglior Attrice protagonista;
  • Dwight Henry non aveva alcuna esperienza di recitazione prima di questo film ed è stato tra quelli che a New Orleans ha vissuto sulla propria pelle il disastro dell’uragano Katrina, che ha rivissuto in parte attraverso la pellicola;
  • il luogo di fantasia dove si svolge il film, chiamato la ‘isle de Charles Douchet’ detta anche ‘vasca da bagno’ (bathtub) è basato su alcune piccole comunità di pesca spesso minacciate da erosioni, uragani e innalzamenti improvvisi del mare in Louisiana. Il film è stato girato a Montegut, nella stessa regione;
  • il film è stato girato in 16 mm da una piccola crew che comprendeva anche gente del posto, senza esperienze di cinema;
  • il gruppo produttivo dietro il film ‘Court13’, il primo nome che inaugura i titoli di coda è riuscito a mandare avanti la pellicola senza il sostegno di una major, che è prontamente arrivata solo in seguito con la Fox Searchlight incaricatasi della distribuzione nel territorio USA;
  • la pellicola è costata 1,800,000 $ e ne ha fin’ora incassati più di 12 milioni;
  • la colonna sonora di Benh Zeitlin e David Roemer è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica, ma come anche quella di Jonny Greenwood (The Master) non è riuscita a piazzarsi nella cinquina degli Oscar, mentre il 47 volte nominato John Williams è riuscito a entrare nella corsa anche questa volta.

Buona visione

franco

direttore@vicini.to.it

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