“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Teleriscaldamento, un primato per Torino

Torino ha un primato, positivo in questo caso, risulta essere oggi la città più teleriscaldata d’Italia, e quindi quella che produce meno smog legato all’uso delle caldaie per riscaldamento.

La tecnologia del teleriscaldamento è molto diffusa nel nord-est Europa (ma dall’inizio degli anni ’70 si sta diffondendo anche in Italia). La prima città italiana a dotarsi di un sistema di teleriscaldamento è stata Brescia, seguita negli anni ’80 da Torino, che alla fine dal 2011 possiede la rete di teleriscaldamento più estesa d’Italia e fra le maggiori nel continente.

Torino ha prestato, da sempre, una grande attenzione alla qualità dell’aria ed il teleriscaldamento infatti rappresenta il proseguimento della politica avviata con la metanizzazione degli stabili. All’inizio degli anni ’80, la AEM, allora azienda elettrica municipale di Torino (ora denominata Iren dopo alcune fusioni), produceva e distribuiva esclusivamente energia elettrica, ma si attrezzò per distribuire teleriscaldamento nell’area nord di Torino e una decina di anni dopo, trasformati i gruppi di produzione di energia termoelettrica in assetto di cogenerazione, iniziò a distribuire il calore per il teleriscaldamento anche nell’area sud della città. (fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Teleriscaldamento)1234867640431_02to_lucabartoli1

Questo ha fatto si che l’ambiente ne abbia avuto un notevole giovamento,  in periodi in cui si parla di ZTL allargata, di limitazioni sull’uso di vetture inquinanti.

“Lo sviluppo totale della rete nei prossimi dieci anni raggiungerà i 900 chilometri. Si sta ipotizzando un investimento di 200 milioni di euro per la costruzione di una caldaia di integrazione nella parte Nord Est della città“…, questo nelle parole dell’amministratore delegato dell’Iren, Roberto Garbati, durante la presentazione del volume “1982-2012: trent’anni di teleriscaldamento a Torino”.

Il Sistema integrato di Torino, oggi, grazie al calore prodotto dai tre impianti di cogenerazione ad alta efficienza di Moncalieri (2° GT e 3° GT) e Torino Nord, consente di teleriscaldare una volumetria di 54 milioni di metri cubi, pari ad una popolazione servita di 550 mila abitanti, raggiunta da una rete di trasporto e distribuzione di oltre 450 chilometri. Le centrali di cogenerazione che alimentano il processo, sono quelle di Moncalieri e quella di Torino Nord.

Nella stessa presentazione, IREN annuncia inoltre che il 30 aprile, prenderà il via l’attività di TRM, il termovalorizzatore del Gerbido che è stato acquisito per l’80% assieme a F2i la società di Vito Gamberale.

Il termovalorizzatore del Gerbido è un impianto per la combustione di rifiuti solidi urbani (RSU) residui dalla raccolta differenziata e di rifiuti speciali assimilabili agli urbani (RSA).

Il calore di combustione dei rifiuti sarà recuperato e convertito in energia elettrica e termica (cogenerazione), da immettere nelle reti elettriche e di teleriscaldamento.

Angelo Tacconi

loris@vicini.to.it

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