Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

Consumo, quindi sono?

http://youtu.be/JEUler8alYw
È sempre più palese che il modo di produrre, distribuire e consumare le merci ha un impatto notevole sull’ambiente, sull’economia e anche sulla nostra salute. Da questi presupposti è partita la riflessione di un gruppo di giovani della GiOC (Gioventù Operaia Cristiana, un’associazione nazionale, ma con un forte radicamento sul territorio di Mirafiori Nord) che ha preparato una serata formativa sul tema “Consumi e stili di vita”.

La serata si è articolata in tre momenti: una prima parte dedicata ad approfondire le conseguenze di allevamenti intensivi e agricoltura sottoposta a trattamenti non proprio naturale; un secondo momento dedicato a capire come leggere correttamente le etichette dei prodotti ed evitare gli sprechi; ed infine un piccolo riepilogo per fare correttamente la raccolta differenziata.

A portare la sua testimonianza un attivista del Centro Studi Sereno Regis, che ha raccontato quali sono i rischi e le conseguenze dell’attuale sistema economico e produttivo: a partire dai rischi legati all’inquinamento dovuto alla sovrapproduzione di metano e CO2 (quando allevamenti e colture sono intensivi) ad arrivare a spiacevoli riscontri sul piano socio-economico (diritti dei lavoratori coinvolti nel processo di produzione, sovrapprezzi, concorrenzialità impossibile…).

In questo senso, giocano un ruolo determinante gli stili di consumo che abbiamo come cittadini: la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) permette di avere una grande scelta di prodotti, ma lavora con forniture enormi, che i piccoli produttori locali non possono permettersi, a meno di non produrre in altri Paesi, a prezzi (anche umani) inferiori, con la conseguenza di venire tagliati fuori da un circolo virtuoso di imprenditoria e produttività.

Sono emersi alcuni accorgimenti per non incentivare questo processo, che noi consumatori possiamo mettere in pratica: da una parte quella di evitare, quando possibile, la GDO. In secondo luogo, ma non meno importante, l’impegno a comprare locale, se possibile a KM0, magari attraverso i GAS e altre forme di acquisto (la Cascina Roccafranca ha una grande storia da questo punto di vista, e anche Vicini, nel suo piccolo, ne ha parlato più volte). Infine, la possibilità, per alcuni generi alimentari, di entrare a far parte di orti urbani, occasioni belle anche per socializzare.
Un’altra interessante iniziativa da segnalare è quella del Last Minute Market, del quale potrete conoscere alcune caratteristiche guardando il video in apertura post.

La serata si è poi conclusa con l’elenco di alcune buone pratiche per non sprecare: in primis, la raccolta differenziata, non così semplice come può sembrare. Ecco perchè trovate, in questa pagina trovate il Rifiutologo, la guida pratica per farla correttamente.
Gandhi diceva “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”: probabilmente queste piccole abitudini quotidiane possono far parte di questo cambiamento. Voi cosa ne pensate?

Claudio
claudiob@vicini.to.it

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