“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Io speriamo che me la cavo


Io speriamo che me la cavo è un libro scritto nel 1990 dal maestro elementare Marcello D’Orta.

speriamoIl libro è una raccolta di sessanta temi svolti da ragazzi di una scuola elementare della città di Arzano, in provincia di Napoli.
Nei loro scritti, i bambini che raccontano con innocenza, umorismo, dialettismi (e infiniti errori grammaticali, appositamente non corretti) storie di vita quotidiana di bambini che osservano con i loro occhi fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione, gravidanze inaspettate ecc.
Affresco fin troppo reale di un meridione lontano dalla modernità, che si sente ai margini di uno sviluppo al tempo stesso così vicino e così lontano, ha come eroi, secondo il critico Riccardo Esposito, proprio quei tanti cittadini del Sud che cercano coraggiosamente di vivere la loro vita in modo onesto e dignitoso, non cedendo al richiamo dei soldi facili o delle raccomandazioni della criminalità organizzata.

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