C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

LA MARCIA DI SABATO: I CITTADINI CI SONO !

Riceviamo dal “Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino” e volentieri pubblichiamo.

“Grande ed intensa partecipazione alla nostra marcia di sabato 11 MAGGIO contro l’inceneritore del Gerbido.
Eravamo oltre il migliaio a camminare sotto il sole cocente tra Beinasco e piazza d’Armi.
Un lunghissimo corteo con i cori, la musica, i bimbi, le famiglie, gli automobilisti bloccati dal nostro passaggio che hanno capito che il messaggio era importante, le persone ai balconi che ci davano il loro supporto, i trattori della Coldiretti in fondo al corteo.
Un bellissima giornata che ha visto tutti soddisfatti, organizzatori, partecipanti, persino le forze dell’ordine davanti a noi sembravano quasi marciare insieme al corteo in piena armonia (e probabilmente anche in accordo sul motivo per cui eravami in tanti li’ in quel momento, dietro a loro).
Vi segnaliamo alcuni link sullo svolgimento della giornata:
– Il servizio sul TG3: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d51f730f-1a72-4892-89b5-0ce7fe48a6d3-tgr.html#p=0
– una fotogallery da La Stampa.it: http://www.lastampa.it/2013/05/11/multimedia/cronaca/inceneritore-gerbido-la-marcia-di-protesta-NmYTqA0BnuhCtkeQSR6YzO/pagina.html
– la video intervista sul La Stampa TV: http://www.lastampa.it/2013/05/12/multimedia/cronaca/inceneritore-voci-della-protesta-a-torino-4pJD1J5CEclYKaKc0xto6J/pagina.html
– 3 pagine di articoli su La Stampa: “Rifiuti,parte la guerra all’inceneritore”. (in allegato)

Ringraziamo di cuore tutti per la convinta partecipazione.

Nell’occasione alcune riflessioni.
Quante volte hanno cercato di rassicurare noi cittadini dicendoci che ci sono i filtri a bloccare le emissioni delle sostanze nocive, che i valori emessi sono a norme di legge. Poi nell’articolo de La Stampa leggiamo (noi gia’ lo sapevamo): “400 mila euro È il costo annuo del programma sanitario coperto dagli enti locali e dall’azienda Trm
“Effetti a breve termine: il periodo di studio va dal 2013 al 2018 e servirà per monitorare alcune patologie acute, la mortalità per cause naturali, respiratorie e cardiovascolari, i ricoveri ospedalieri per cause respiratorie e cardiovascolari. ”
“Effetti a lungo termine: dal 2003 al 2022 saranno analizzate patologie come esiti riproduttivi, malformazioni congenite, mortalità, ricoveri ospedalieri.”

Ma come ? E’ i filtri ? E le emissioni a norma di legge ? A noi tutti questi soldi sembrano un piano d’investimento per affrontare un’epidemia o una battaglia contro qualche invasore. E invece tutti questi soldi servono per tentare di difenderci da una ciminiera, quella dell’inceneritore.
Con gli oltre 500 milioni di euro del costo di costruzione dell’impianto e con i 400 mila euro del piano di monitoraggio sanitario si poteva tranquillamente potenziare e incentivare la raccolta differenziata su Torino e su tutti i comuni della cintura, costruire numerosi impianti per trattare il residuo dei rifiuti differenziati a freddo e risparmiare ancora parecchi soldi, senza nessun potenziale problema per la salute dei cittadini.
E poi ancora, se questo studio iniziera’ a documentare un aumento di malattie tra i cittadini come la mettiamo ? Che consolazione avremo quando, se capitera’, ci diranno (se mai ce lo diranno) che vicino all’inceneritore ci si sta ammalando di piu’ di cancro ? Perche’ dobbiamo fare da cavie quando dati abbastanza simili a questi sono gia’ presenti per impianti non tanto diversi dal nostro del Gerbido ?

Ancora una cosa.
Alcuni di voi il 2 maggio scorso ci hanno scritto dicendoci che stava uscendo fumo nerissimo dall’inceneritore, chiedendoci che cosa stesse capitando.
Ebbene, e’ ufficiale:
TRM ha confermato che il 2 maggio alle ore 18 si è verificato un incidente tecnico al nuovissimo inceneritore del Gerbido di Torino:
http://www.carp-ambiente-rifiuti.org/?q=node%2F1169
Eccoci, la storia si ripete, come capita a volte a questi impianti. Come e’ capitato ad esempio a Brescia, l’8 settembre scorso:
http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_settembre_14/20120914BRE03_05-2111815826077.shtml

Anche qui da noi quindi e’ avvenuto il primo incidente all’impianto, a 2 GIORNI DALLA SUA ENTRATA IN FUNZIONE. Il guasto è stato causato da un allagamento per colpa delle pioggie di quei giorni, presumibilmente dovuto al fatto che l’impianto e’ stato avviato benche’ NON ANCORA INTERAMENTE TERMINATO nella sua costruzione.
Comunque possiamo stare tranquilli. TRM, la societa’ costruttrice dell’inceneritore, ha detto che e’ stato un un guasto tenuto sotto controllo.
È stato altresì riferito che “le centraline di monitoraggio hanno funzionato”, ma COSA abbiano rilevato (chissà perché) non è stato detto…
Nulla da temere insomma, come sempre.”

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