Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

I cortili scolastici aperti alla cittadinanza.

Da fine marzo scorso una nuova iniziativa coinvolge alcune scuole primarie torinesi: i loro cortili si sono trasformati in spazi pubblici aperti al quartiere oltre l’orario scolastico. Il progetto è stato realizzato dall’Assessorato alle Politiche Educative della Città e dal Laboratorio Città Sostenibile di Iter, insieme alle Circoscrizioni e alle Istituzioni scolastiche.

Da spazio istituzionale il cortile si trasforma, in modi e orari stabiliti, in luogo sicuro e privilegiato, dove i bambini possono giocare e i genitori e i nonni incontrarsi e socializzare.

Tutti gli spazi aperti sono stati riqualificati negli ultimi anni all’interno del progetto specifico per i cortili scolastici, con la collaborazione di architetti del Laboratorio Città Sostenibile; essi hanno realizzato, con gli alunni delle scuole, un percorso di progettazione partecipata. Il Laboratorio CS, infatti, è in convenzione con l’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, che ha istituito la figura professionale dell’architetto tutor.cartolina cortili riprogettati

Abbiamo chiesto all’architetto e urbanista Piergiorgio Turi, coordinatore scientifico del Laboratorio Città Sostenibile, di raccontarci la nascita e la realizzazione di questo articolato percorso.

“Il Laboratorio Città Sostenibile è un’attività strutturata all’interno dell’organizzazione comunale, con un’esperienza ormai più che decennale. Interviene in progetti nei quali è possibile armonizzare percorsi educativi, forme di partecipazione e attività progettuali, promuovendo il metodo della collaborazione multidisciplinare e della trasversalità operativa tra diversi settori dell’amministrazione locale. Nello specifico, promuove la partecipazione del sistema educativo ai temi della CS e le trasformazioni urbane della progettazione partecipata sull’architettura. All’interno di tale cornice, da alcuni anni si sviluppano progetti che col tempo sono sempre più inseriti e strutturati nelle strategie della città”.

La riqualificazione dei cortili scolastici si inserisce nelle riflessioni avviate con il Piano Strategico per le aree gioco urbane. Essi potenzialmente vanno a sopperire le aree verdi mancanti, in alcune zone più che in altre. Ci sono architetti preposti a lavorare con le classi, e un ufficio che traduce in opere pubbliche o in piani di intervento quanto progettato con le scuole: “la struttura nata a Torino non ha omologhi in Italia”, sottolinea Turi.

“L’idea dei cortili nacque anni fa, sul percorso di adozione da parte delle scuole del proprio edificio – continua l’architetto – dopo un paio d’anni dal coinvolgimento dei primi tre, quattromila bambini, emersero tre principali esigenze: 1. la criticità sull’edificio scolastico, in particolare sul cortile, uno spazio inutilizzato. 2. l’esigenza di aree gioco in città. 3. il tema della mobilità e dell’autonomia.

Una decina d’anni fa, dunque, si avviò l’dea di una struttura nuova che progettasse la riqualificazione dei cortili (sino ad allora di competenza dell’edilizia scolastica) insieme all’utenza delle scuole. Negli anni di maggiore disponibilità di risorse economiche vennero realizzati parecchi interventi nelle varie circoscrizioni. Ora, anche per i cortili ci sono pochissime risorse disponibili. Ultimamente, solo i finanziamenti di Urban Barriera hanno reso possibile la progettazione di tre cortili scolastici a Barriera di Milano.

Come si è strutturato nel tempo il progetto di riqualificazione dei cortili? “All’interno di una progettazione più ampia, in accordo con le singole scuole, di esplorazione del territorio, proposte, rilevazioni di criticità intorno all’edificio scolastico – risponde Turi – Poi si esaminava lo spazio interno alla scuola e, preso atto dell’insieme, si avviava la progettazione dello spazio del cortile, con il Laboratorio di progettazione partecipata”.

Tali percorsi esulano dall’omologazione delle classiche progettazioni, perché nascono direttamente con i bambini e perché si è colta l’occasione di riprogettare i cortili non solo come spazio ludico, ma anche come aula aperta, spazio di socializzazione, ecc.

“Le scuole erano coinvolte per un intero anno scolastico – specifica l’architetto – e ogni Istituto ha firmato un protocollo d’intesa in cui si impegnava a sperimentare l’apertura dei cortili alla città, da concordare con il regolamento del Consiglio Comunale. Il cortile riqualificato è aperto due ora al giorno di pomeriggio, soprattutto per le famiglie utenti delle singole scuole. Le procedure burocratico amministrative sono state molto lunghe e complicate, ma abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ora sono aperti in via sperimentale sette cortili nelle varie Circoscrizioni”.

Il regolamento comunale fa sì che i cortili, tra le 16,30 e le 19,30, siano considerati spazi multifunzionali, aule aperte, aree gioco, senza responsabilità dei dirigenti scolastici. E’ garantito inoltre il servizio di pulizia a fine giornata. Attento è il presidio dei vigili urbani e dei senior civici, osservatori privilegiati. Una struttura tecnica garantisce i piccoli lavori di manutenzione.

La riqualificazione ha coinvolto scuole materne, elementari e medie; l’apertura dei cortili è riservata alle sole elementari e medie. A conclusione dell’anno scolastico si farà la valutazione dei risultati, monitorando l’uso degli spazi da parte degli utenti.

rossella lajolo

rossellal@vicini.to.it

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