“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Quando il rosa si tinge di rosso

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di un nostro giovane lettore e collaboratore sul tema del femmicidio: argomento per il quale Vicini ha una particolare attenzione.

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Con “femminicidio” si intende l’omicidio di una donna da parte di un uomo per motivi relativi all’identità di genere della vittima. Cioè una donna viene assassinata per il solo fatto di essere donna. E sono ben centoventotto le donne uccise nel 2013. Una strage silenziosa, spesso minimizzata attribuendola a raptus di gelosia o a motivi passionali, che affonda le proprie radici nella difficoltà della stragrande maggioranza degli uomini di prendere atto dell’emancipazione femminile.images

“La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata” disse Shakespeare e infatti l’era della società patriarcale è tramontata! Sono lontani i tempi in cui le donne erano letteralmente segregate in casa e prese in considerazione solo in qualità di “angeli del focolare domestico”. Le donne, o almeno quelle più coraggiose, si sono scrollate di dosso i ruoli di “mogliettine devote e di madri esemplari”, riappropriandosi in pieno della propria vita. E questo agli uomini non è piaciuto.

In virtù del ruolo ancestrale di guerriero e paterfamilias, l’uomo deve necessariamente sottomettere la donna. Una subordinazione sia fisica che psicologica poiché alla donna deve assolutamente essere preclusa ogni possibilità di realizzazione indipendente dal proprio compagno o amante. Non è un caso che l’80% della violenza contro le donne si consumi tra le mura domestiche. La rassicurante famigliola felice, osannata dalla pubblicità, spesso è solo un feticcio, un miraggio, un’utopia . . .

Proprio images2dalla televisione viene, inconsapevolmente si spera, avvalorata l’idea della sottomissione femminile sempre e comunque. I palinsesti televisivi pullulano di donne bellissime relegate al ruolo di oche giulive nei talk show pomeridiani; costrette ad azzuffarsi tra di loro come se fossero all’interno di un pollaio: iene che si accaniscono verso giovani donne laddove il confronto estetico è impari. Già le giovani donne . . .

Le giovani donne vengono offerte al pubblico televisivo sempre come accessori, soprammobili, quasi come un elemento decorativo dello studio televisivo; insomma come una presenza graziosa che impreziosisce la scenografia generale. I mass media, con i loro lustrini e pailette, sono i primi a reificare la donna che, ridotta a mero oggetto sessuale e caricata di un erotismo spiccio e greve, diventa solo un corpo su cui esercitare violenza.donna-oggetto

Un corpo da buttare quando non è più avvenente o fisicamente attraente. Un corpo da umiliare e punire quando la sua detentrice usa la testa, la ragione per far valere la propria libertà.

Il 25 novembre si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Femminicidio è un neologismo che, solo recentemente, è entrato nel lessico italiano. Il nostro paese per metà è composto da donne, ragazze e bambine. Un paese civile non può prescindere dallo sguardo di queste vecchie e nuove generazioni femminili. E gli uomini inizino a capire l’importanza di esse poiché, come dice Cervantes, la donna è di vetro, quindi non si deve fare la prova se si possa rompere o no.

Lorenzo Beatrice

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