“La suprema felicità della vita vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.”

Victor Hugo

Caro TG-Forconi e forche caudine in quartiere

Caro TG,

dei disordini di questa settimana abbiamo visto le tue immagini e le interviste dei manifestanti. Facce pulite: attempati commercianti che devono chiudere bottega per sempre, cassintegrati cinquantenni con famiglia sulle spalle, qualche madre con figli.

Non erano queste le facce che abbiamo visto noi in Piazza Pitagora e zone limitrofe, a due passi da dove viviamo. Le facce erano quelle che si vedono nelle immagini da guerriglia urbana intorno agli stadi di calcio: stesse divise con cappuccio semicoprente, stessa arroganza, stessa organizzazione di stampo militare. Pattuglie coese a presidiare le strade laterali, per assicurare che le auto venissero avviate nel pieno dell’ingorgo, comandi precisi e obbedienza indiscussa.

Ogni dieci-quindici minuti una ristretta colonna veniva fatta passare attraverso le forche caudine, ordinatamente, come se a dare il passo fossero i vigili. Forze dell’ordine, zero.

Caro TG, cari anchor men e women, forse vi siete persi questo aspetto: non stiamo parlando di protesta stiamo parlando di altro, qualcosa che assomiglia alle prove generali di una rivolta. Non sappiamo chi lo organizzi, lo alimenti e lo guidi ma i metodi sono quelli.scontri-a-torino-per-lo-sciopero

Caro Ministro, ci fa sapere “non è successo niente”. Niente? E’ la vittoria dell’illegalità, manifestata con il solo scopo di dimostrare di possedere potere, quello che dovrebbe appartenere ed essere rappresentato dallo Stato. Da avvocato, Signor Ministro, lo definirebbe un vulnus al nostro concetto di legalità. Che dire dei commercianti costretti a tirare giù le saracinesche?

E quale lettura darà al gesto delle forze dell’ordine di togliersi il casco: manifestazione di solidarietà, sì, no, forse avevano deciso che la battaglia era finita (ma le decisioni non le devono prendere i comandanti?), espressione di solidarietà, dice il Sindacato, normale prassi dice il Prefetto.

Mai visto questa forma di solidarietà durante gli scioperi dei metalmeccanici: denunce per blocco stradale, quelle sì.

Auspichiamo che i veri artefici della sacrosanta protesta vengano allo scoperto, con tutti coloro che vogliono solidarizzare. Tutti. Intanto sorgono mille domande: come reagirà la Politica? E i sindacati? Chi sono i “veri lavoratori” di cui parlano i manifesti? Chi riempirà gli spazi lasciati vuoti dalle istituzioni (“tutti a casa” è lo slogan)? E la gente continuerà ad arretrare per non rischiare la vetrina, l’auto, chi sa che altro?

Gianpaolo Nardi

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