“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” (Alvin Toffler)

Cosa succede in città : 9 dicembre

9 dicembre 2013: un lunedì non qualunque.

E te ne accorgi subito, appena scendi in strada e ti incammini come ogni mattina verso Piazza Pitagora per prendere l’autobus numero 2 che ti porta al lavoro. Solo che l’autobus non passa: una macchina dei vigili urbani messa di traverso in corso Siracusa  devia il traffico nelle vie limitrofe, e più su, oltre Piazza Pitagora Piazza Omero verso lo snodo della tangenziale lungo corso Orbassano, ci sono i blocchi. Gruppi organizzati di persone, autobus, camion: la protesta dei forconi.forconi
Questo lunedi’ S.Rita – Mirafiori Nord e’ un quartiere irriconoscibile: le principali arterie bloccate con file di auto imbottigliate clacson che suonano, le serrande abbassate di tutti i bar e i negozi e un’atmosfera sospesa. Diversa dall’ansia del fine settimana, con i volantini distribuiti nei mercati rionali che avvertivano del blocco e spingevano la gente a fare provviste, a mettersi in coda ai distributori di benzina , perché una volta che tutto e’ finito un bell’aumento non ce lo toglie nessuno.

Questo lunedì l’aspettativa curiosa diventa una realtà perplessa, l’osservazione attenta e condivisa di una situazione nuova: non il solito sciopero dei mezzi pubblici con le fasce orarie garantite o la manifestazione che forza il percorso autorizzato, ma blocchi nelle strade che si spostano durante il giorno paralizzando altre zone della città. Un caos organizzato secondo uno schema preciso, quasi la prova generale di qualcosa che qualcuno non vuole pronunciare nemmeno sotto voce. I mass media e i siti internet cittadini abitualmente consultati non riescono a dare in tempo reale l’informazione, qualcosa di più si riesce a sapere da Twitter ma girare la città’ diventa il modo migliore per cercare di capire cosa stia succedendo. E ti capita di salire al volo su un autobus che cambia strada all’improvviso e dove il conducente ad ogni fermata elargisce alle persone in salita indicazioni stradali sulla viabilità cittadina. E mentre speri di riuscire a tornare a casa, intavoli discorsi con le persone che hai accanto.
A quasi nessuno sono chiari i motivi della protesta e di chi vi partecipa: l’impressione comune e’ che siano gruppi eterogenei, singoli, ognuno con la propria rivendicazione di diritti negati o inascoltati, con la propria rabbia ed esasperazione.

Torino, la nostra città, questo lunedì 9 dicembre ci mostra qualcosa, un’immagine in evoluzione: sembra un’onda che arriva, forse tenta di colmare uno spazio sempre più’ grande tra chi sta per strada e chi nei palazzi. Forse dopo l’onda si costruirà un ponte.

la redazione

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