“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Maledetto Euro. Moneta virtuale, moneta locale, denaro. Lo SCEC

Non passa giorno senza che qualche movimento politico o apolitico insorga indignato contro l’Euro ed i presunti danni creati alla Nazione da questa moneta.

Come il 9 dicembre scorso, quando il quartiere Mirafiori-S. Rita (Piazza Pitagora, Corso Orbassano, Via Guido Reni Via Tripoli), insieme ad altre zone emblematiche della Città, è stato preso in ostaggio da parte di movimenti eterogenei e non del tutto identificati, che rivendicano, tra l’altro, l’uscita dall’Euro.

Valuta forte, debole, virtuale, locale. Ne esistono vari esempi. Forse vale la pena di ricordare il significato della moneta: non un bene in sé, ma (almeno secondo i testi di economia) “bene numerario”, quindi unità di misura e mezzo di scambio.

Lasciando ai finanzieri il commento sulla bontà dell’Euro secondo queste definizioni, non bisogna dimenticare che il nostro debito pubblico è in Euro ed in Euro andrà ripagato: alle Banche, italiane ed estere, ai risparmiatori, alle Aziende che lo detengono.

A questo proposito, qualcuno ricorderà l’ECU, un paniere di valute europee, non scambiabile, predecessore dell’Euro. Un esempio di valuta virtuale. Quando il Governo italiano decise la svalutazione della Lira, il debito di coloro che avevano stipulato un mutuo in ECU aumentò del 15%. Ripeto: il debito aumentò. Molte famiglie finirono in gravi difficoltà.

La valuta virtuale esplosa di recente si chiama Bitcoin (bit=bit, coin=moneta), di cui si parla in un articolo su questo giornale. Pregi: nessun Governo può stamparne la moneta, quindi niente inflazione. Difetti: l’aumento iperbolico del valore, da 15 a 1100 $ in 1 anno, che per molti prelude ad una bolla. Rischio: l’attacco di un virus, rischio assai remoto ma dalle conseguenze devastanti.

Lo Scec è invece una moneta locale: scambiata in alcune zone distribuite a macchia di leopardo (Arcipelago Scec), si tratta di buoni per ottenere una riduzione di prezzo che gli associati decidono di farsi reciprocamente attraverso un atto volontario. La percentuale di accettazione del buono di Solidarietà viene lasciata alla libera scelta dell’associato che offre prodotti o servizi; un’accettazione che va solitamente dal 10 al 30%. logocontoscec12

Viene messo a disposizione della comunità e usato esclusivamente insieme agli euro e ha l’obiettivo di legare al territorio la ricchezza e farla reinvestire nel circuito, favorendo le produzioni locali..

Secondo il ministero dell’Economial’utilizzo potrebbe nascondere una vera e propria evasione fiscale in quanto gli esercenti aderenti all’iniziativa battono lo scontrino solo per la parte in valuta in corso legale (euro). Inoltre i possessori di queste banconote utilizzerebbero una valuta non riconosciuta dallo Stato e dunque, a tutti gli effetti, illegale.

Tuttavia il sistema ha avuto l’avallo dell’Agenzia delle Entrate. Cioè, la quota della transazione economica pagata in SCEC viene conteggiata come sconto, coerentemente con la natura dello SCEC. Con la differenza che, diversamente dal buono acquisto che rilascia un esercente o il nostro supermarket, esso può essere riutilizzato presso gli altri esercizi commerciali aderenti all’iniziativa.

Arriveremo a scambiarci il Renzi d’oro in formato smart card?

 

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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