Se giudichi le persone, non hai il tempo di amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

La Lupo & C. perdono il pelo ma non il vizio . . .

Non paghi della bagarre inscenata in Parlamento, i grillini hanno rincarato la dose sfoderando una delle loro evergreen: cioè l’attacco frontale alla presidente della Camera Laura Boldrini.

Che la ex portavoce delle Nazioni Unite per i rifugiati non rientrasse esattamente nelle simpatie dei pentastellati era cosa nota, ma questa volta a sconcertare parecchio è la disarmante bassezza e trivialità degli insulti con cui viene apostrofata la terza più importante carica dello Stato italiano.

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“Che fareste in auto con la Boldrini?” – questo è il quesito, di indubbia rilevanza nazionale, che Beppe Grillo ha postato su Twitter al Movimento Cinque Stelle. Davvero originale, non trovate? Ancora una volta, per offendere una donna, si ricorre ad insulti sessisti salvo poi, davanti ad un caso di femminicidio, esprimere cordoglio e sentita partecipazione ai familiari delle donne uccise . . .

Ci si dimentica, con troppa facilità ahimè, che proprio parole e commenti del genere costituiscono il motore principale dello stigma sociale verso le donne. Il salto dall’offesa verbale all’attacco fisico è infatti tragicamente rapido!

Loredana Lupo, deputata del Movimento Cinque Stelle, ha ricevuto la solidarietà di tutto il Parlamento italiano quando, durante l’assalto dei grillini ai banchi del governo, è stata schiaffeggiata da un collega di Scelta Civica. Peccato che, neanche due giorni dopo l’accaduto alla sua militante, lo stesso Beppe Grillo si renda protagonista, con la frase sopracitata su Twitter, di una nuova aggressione contro il genere femminile.

La Lupo è stata schiaffeggiata mentre la Boldrini è stata offesa su un social network attraverso commenti scurrili e triviali. La deputata è stata offesa fisicamente, mentre la presidente della Camera è stata attaccata verbalmente. La sostanza dell’attacco non muta! Un’ aggressione fisica non merita maggiore condanna di una verbale. Poiché l’una traghetta verso l’altra, e viceversa.

Peccato perché chi di spada ferisce di spada perisce. Proprio il Movimento Cinque Stelle, che ha potentemente contribuito all’ingresso in Parlamento di giovani e donne, sta cadendo negli stessi cliché delle forze che, presentatesi in passato come rivoluzionarie, poi si sono risolte in una bolla di sapone . . .

Un ostruzionismo becero, un’organizzazione interna settaria dove chi la pensa diversamente dall’ortodossia ufficiale viene immediatamente ostracizzato e una presenza capillare, quasi patologica, sul Web non è certo ciò di cui l’Italia ha bisogno per voltare pagina . . .

Lorenzo Beatrice

lorenzob@vicini.to.it

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