“è meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita”

(Rita Levi Montalcini)

Partecipazione attiva e democrazia dal basso…

…è la partecipazione intesa come contributo alle decisioni riguardanti la nostra vita all’interno di una comunità, ma anche come impegno e presenza nel modificare ciò che non funziona per la collettività, partendo dal presupposto che essere cittadini significa prendere parte concretamente all’azione civica nelle sue molteplici forme, al fine di tutelare i diritti, curare beni comuni e sostenere soggetti e situazioni in difficoltà.

Esempi di democrazia dal basso sono momenti di aggregazione e incontro realizzati da gruppi informali nell’ottica di una finalità condivisa, sono i comitati nati per la difesa dei beni comuni, gruppi di acquisto solidale ed esperienze di democrazia partecipativa del passato.

E’ questo il tema del progetto del concorso di “Lavori in corto” che Domenica 2 febbraio 2014 alle ore 18.15 prende il via al Cinema Massimo di Torino dove verrà lanciato il bando della terza edizione , con la proiezione del documentario in anteprima nazionale “Muro basso” diretto da Enrico Masi e Stefano Migliore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Attraverso le immagini e le storie raccontate nei cortometraggi e documentari in concorso si vuole sensibilizzare lo spettatore a tematiche sociali.

“A muro basso ognuno ci si appoggia”:

Muro basso – Se la decrescita è anche uno spazio, che apre la rassegna, è un docufilm diretto da Enrico Masi e Stefano Migliore, che racconta la vita di tre proprietà confiscate alle mafie e restituite alla collettività grazie alla legge 109/96 (legge di iniziativa popolare promossa da Libera e validata da un milione di firme di cittadini). Attraverso il dialogo in carcere tra un giovane attivista del sud, Luciano Leggio, ed Enzo Biagi, fino alle parole di Don Ciotti e di un sopravvissuto a un attentato della ‘ndrangheta, Muro basso, del quale potete vedere di seguito un’anticipazione, ci accompagna in un viaggio tra luoghi rigenerati, in cui ogni gesto quotidiano diventa una piccola rivoluzione.

“Nel corso di questi anni – afferma Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera – sono numerosi e concreti i percorsi di giustizia, i diritti costruiti grazie alla legge 109: dagli edifici trasformati in scuole, caserme, centri per anziani, alle cooperative che sui terreni confiscati danno lavoro a tanti giovani.”Luogo sequestrato

Muro Basso è la storia di un viaggio.

C’è un muro basso che attraversa la società italiana. In un’Italia composta di isole, giovani attivisti fanno conoscenza con la vita in luoghi normali che diventano straordinari: beni immobili confiscati alle mafie e restituiti alla pubblica utilità. Luoghi dove ogni gesto quotidiano diventa una piccola rivoluzione.

Qualcuno in Francia la chiama Decroissance (Decrescita).

Altri in America “The age of Access”

Per noi, dicono gli autori, è la seconda generazione del senso civico. Forse è il modo per non essere più un muro basso.

«Muro Basso», è realizzato in collaborazione con molte realtà tra cui lo stesso Gruppo Abele.

Per maggiori informazioni sul concorso: lavorincorto@gmail.comhttp://lavoriincorto.it

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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