C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

L’azzardo non è un gioco. Ricerca nazionale su anziani e gioco d’azzardo

Gli anziani rappresentano oggi uno dei target d’elezione per il mercato del gioco d’azzardo e sempre più over 65 rischiano di cadere vittime della dipendenza.

La ricerca dal titolo “L’azzardo non è un gioco- Gioco d’azzardo legale e rischio dipendenza tra le persone over 65 incontrate da Auser” è stata presentata il 3 marzo alla Fabbrica delle “e” . Realizzata da Auser, Gruppo Abele e Libera, la ricerca copre 15 regioni e si avvale di circa 1000 questionari, ed è ricca di elementi: dati demografici (età, reddito, titolo di studio) comportamenti di gioco, reti sociali (vicinanza o meno di familiari, vita sociale), da cui valuta il rischio di dipendenza dal gioco. Nonostante la prudenza dei relatori per quanto riguarda la rappresentatività dei campioni, il quadro che emerge è chiaro e preoccupante.Anziani e gioco

“Nel giro di venti anni il dilagare oltremisura delle opportunità di gioco, insieme a una pubblicità martellante e quasi sempre ingannevole, ha determinato in Italia una situazione paradossale. In un paese in cui crescono tutti gli indici delle vecchie e delle nuove povertà; in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli insostenibili e gli anziani sono sempre più a rischio di esclusione per la carenza di servizi sociali il fatturato dell’azzardo ha raggiunto i 90 miliardi di euro”, osserva Marica Guiducci

Le lobbies del gioco d’azzardo hanno dato luogo ad una trasformazione del costume con effetti pesanti sul sistema sanitario e giudiziario.Molti dei giocatori a rischio sono anziani. Perché gli anziani hanno disponibilità di tempo e di risparmi, o di una rendita, come la pensione. Il rischio maggiore è quello di esaurire in fretta il denaro e non poter riemergere dalla povertà perché ormai fuori dal mercato del lavoro. Molti nuovi giochi e i relativi messaggi pubblicitari sono costruiti per sollecitare l’interesse delle persone anziane, i loro desideri e le loro fragilità. Si osserva che proprio nei giorni di ritiro della pensione si verifica un’impennata di ogni sorta di giochi.

L’obiettivo della ricerca di Auser in collaborazione con il Gruppo Abele era indagare e comprendere quali sono i comportamenti e le motivazioni che spingono al gioco le persone anziane e quali sono le conseguenze in termini di spesa e di problemi di relazione. L’idea è quella di far crescere tra le persone la consapevolezza della distanza tra l’aspetto ludico del gioco di abilità, nel quale è importante la socialità e l’interazione, dall’esperienza del gioco d’azzardo che si svolge spesso in solitudine e nel quale si rischia di rimanere drammaticamente intrappolati.

Ma si tratta anche di promuovere l’azione dei decisori politici e di tutti coloro che dovrebbero esser interessati al degrado a cui il gioco espone non soltanto le persone ma anche il paesaggio urbano: la sala da gioco diventa uno dei principali centri di aggregazione e di relazione per le persone di un quartiere o di una periferia .

I giocatori poi si impoveriscono non solo per le perdite in denaro. Non vanno trascurati i problemi di salute psichica e fisica, la rottura dei legami familiari, i problemi di ordine giudiziario. La ricerca di soldi spesso conduce all’indebitamento e da qui nella spirale dell’usura. Se ciò non bastasse, con la legislazione in deroga si stanno immettendo oltremisura sul mercato giochi a bassa soglia di accesso (l’Italia è il primo paese al mondo per la vendita di “gratta e vinci”), giochi camuffati da intrattenimento ludico per tutte le età.

Le istituzioni e tutte le forze democratiche devono domandarsi quale modello culturale e di sviluppo ne può derivare. Se è eticamente accettabile che lo Stato favorisca le società concessionarie anche mediante una politica fiscale in virtù della quale alcuni giochi sono tassati meno dell’1% . Vanno imposti dei limiti all’apertura di nuove sale da gioco nei pressi delle scuole, degli ospedali, dei supermercati, degli uffici postali ecc..

L’Auser è impegnata a respingere con fermezza l’idea di un’Italia paese dei Balocchi in cui la trasformazione della vita delle persone viene affidata al pensiero magico o alla fortuna.

http://www.forumterzosettore.it/2014/03/03/auser-presentazione-indagine-su-anziani-e-gioco-dazzardo/

gianpaolon@vicini.to.it

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