“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

“La luna su Torino”: il nuovo film di Davide Ferrario

LuTODavide Ferrario torna alla fiction, dopo alcuni anni dedicati alla realizzazione di documentari, con una storia che lui stesso definisce “abbastanza imparentata con Dopo mezzanotte. Lo è per la natura del soggetto (una sorta di commedia sui paradossi della vita), sia per il forte legame con Torino, sia per le modalità produttive: basso budget e uso sperimentale del digitale”.

Dice Ferrario alla collega Cristina Paternò di cinecittànews: “Ho impiegato la Canon 300 che ha permesso di non usare luce artificiale, così il film è anche ecologico. E poi era tutto wireless, niente cavi sul set, il che ha permesso di velocizzare. Poi abbiamo usato i droni che con un costo accettabile, di circa 900 euro al giorno, permettono di fare riprese aeree, di stare vicini ai personaggi. La visione dall’alto rende nuovi i posti che vedi tutti i giorni” e parlando di Torino aggiunge “È il posto che conosco meglio, è una città che, da quando sono arrivato, nel ’96, non finisce di suggestionarmi. È una città trasparente e viene spesso usata nel cinema per essere qualcosa d’altro per esempio Oxford in Fuga di cervelli. Il cinema è uno straordinario strumento di promozione come dimostra il rapporto tra La grande bellezza e Roma, anche se Roma non ha bisogno di popolarità aggiuntiva. Però io non ho necessariamente un rapporto idilliaco con Torino: in “Tutta colpa di Giudaho girato al carcere delle Vallette, in Dopo mezzanotte ho mostrato la divaricazione tra la Mole e la periferia della Falchera, qui sono andato a cercare luoghi notturni e lunari.

La storia si impernia su tre personaggi principali che vivono nella stessa casa e su un’idea che Ferrario segue fin dai suoi esordi: quella della vita sul quarantacinquesimo parallelo (che attraversa Torino e gran parte della pianura padana). Il quarantacinquesimo parallelo – “a metà strada tra il polo e l’equatore” – diventa metafora del vivere in equilibrio e possiede la magia della suggestione nascosta nella normalità.
Gli attori nei ruoli principali sono, come consuetudine di Ferrario, pressoché esordienti: Walter Leonardi, Manuela Parodi, Eugenio Franceschini. Con loro Daria Pascal Attolini, Aldo Ottobrino, Benedetta Perego, Franco Maino, Stefano Scherini.

Anche i collaboratori sono quelli consueti: Dante Cecchin alla fotografia, Claudio Cormio al montaggio, Francesca Bocca alla scenografia, Paola Ronco ai costumi, Vito Martinelli sound designer, Fabio Barovero per le musiche. Produttore esecutivo Ladis Zanini.
Il film, che sara nelle sale cinematografiche dal 27 marzo, è prodotto da Rossofuoco in associazione con Banca Sella, FIP – Film Investimenti Piemonte, Fargo Film, con la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte e di Zoom.

Ecco il trailer ufficiale

Franco Fratto

direttore@vicini.to.it

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