C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

UOMan. “Come si può essere pari restando una donna e non diventando una UOMA?”

Giovedì 27 marzo, alle ore 20.45, presso la Cascina Roccafranca è andato in scena il penultimo appuntamento della rassegna mensile “Marzo delle Donne 2014” organizzata dallo Spazio Donne della Cascina Roccafranca: spettacolo teatrale di e con Alice Sardi Mondana, Giulia Santabarbara, Francesca Pisano e Selene Baiano.

Lo spettacolo nasce dalla volontà di parlare del tema della parità tra uomo e donna e di fare il punto sulla tanto sospirata emancipazione femminile e regalare sfaccettature della donna moderna, nata nell’era del post femminismo.

Stereotipi e luoghi comuni sulle donne di cui sono infarcite, come dimostrato ad inizio spettacolo teatrale, persino le innocenti e pure favole per bambini. Il cartone animato della Walt Disney “Il libro della giungla” termina con Mowgli che incontra una bambina intenta, nell’attingere l’acqua, ad intonare la seguente canzoncina: Mentre a caccia va mio padre, mamma a casa a cucinar. Io ancor son piccina e alla fonte devo andar  finché non crescerò. Devo andare a prendere l’acqua finché grande non sarò. Ma un giorno avrò un buon marito e una figlia anche io avrò, la manderò a prender l’acqua e in cucina io starò”. Questa visione assai edificante del ruolo della donna nella società viene ulteriormente affossata dalla frase che l’orso Baloo pronuncia per dissuadere un Mowgli, ormai completamente sedotto, dal seguire la fanciulla: “Lascia perdere quelle là. Sono buone solo a darti guai”.

“Il libro della giungla” come “Gli Aristogatti”, del resto! Il gatto randagio Romeo, presentato come er mejo der Colosseo, dimostra subito un certo interesse per l’elegante e raffinata Duchessa salvo poi fare un passo indietro appena scopre che è già mamma di ben tre gattini. Velata frecciatina, per par condicio in questo caso, alla mancata assunzione di responsabilità da parte del sesso forte nei confronti di donne che, se anche madri, allora è meglio lasciar stare per evitare inutili complicazioni! La stessa vita quotidiana purtroppo, e non soltanto la finzione cinematografica di un cartone animato, conferma tali pregiudizi . . .

Una donna che riscuote notevole successo tra gli uomini è immediatamente additata come “ragazza facile”, “prostituta”, “donna di facili costumi” etc. . . Mentre un uomo che fa strage di cuori viene inspiegabilmente apostrofato come “playboy”, “carismatico”, “tombeur des femmes” etc. . . I segni del tempo, sul volto di una donna, la ascrivono inevitabilmente tra le “vecchie” o le “cariatidi”; mentre un uomo, con qualche zampa di gallina o borse sotto gli occhi lunghe fino al bacino, nell’immaginario collettivo è inspiegabilmente considerato “interessante” o “affascinante”. Eppure la grande Anna Magnani, al truccatore che tentava di coprirne le rughe sulla fronte, rispose: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele”.

Desolante, seppur resa in chiave ironica, è l’immagine che UOMan tratteggia dell’universo femminile contemporaneo! Il successo professionale, se conseguito da una donna, va necessariamente a braccetto con lo scendere a compromessi sessuali. Oppure una donna con carattere è definita sempre “donna con le palle” come se, per essere apprezzata dalla comunità, una donna debba omologarsi al modello vincente maschile rinunciando così alla propria femminilità e grazia. E ancora, un gruppetto di donne intente a chiacchierare tra di loro viene immediatamente liquidato con termini come “pollaio” o “oche starnazzanti” tanto, più che di vestiti e tinte per capelli, le donne tra di loro non possono parlare. In chiusura un accenno alla tanto sospirata solidarietà femminile: se in un salotto popolato da sole donne fa capolino un uomo esse, prima tutte complici e amiche, si trasformano in “iene” pronte a guerreggiare per ottenere dal maschio conteso lo scettro di favorita dell’harem . . .UOMAn-340x480

Accompagnate in sottofondo dalla colonna sonora del film Vicky Cristina Barcelona, le quattro protagoniste, terminata la performance, hanno ringraziato la Cascina Roccafranca per l’ospitalità e il pubblico per la sentita partecipazione. “L’iniziativa Marzo delle donne 2014 – ha chiosato una delle interpreti – è estremamente importante poiché il femminicidio, balzato recentemente agli onori della cronaca, è solo la punta dell’iceberg di pregiudizi e cliché sulle donne facenti parte della grossolana educazione di genere che comunemente ci viene impartita fin dalla più tenera età”.

Lo spettacolo teatrale UOMan ha giocato con gli stereotipi e i luoghi comuni che interessano il gentil sesso e che spesso vengono veicolati proprio dai mass media. I giornali e i media come descrivono la violenza sulle donne? Quale immaginario e quali stereotipi contribuiscono a diffondere?

A queste domande si tenterà di dare una risposta nell’ultimo appuntamento con la rassegna “Marzo delle Donne 2014”: giovedì 3 aprile, ore 20.45, “Un raptus di follia”. Come si comunica la violenza sulle donne. Interverranno Miriam Visalli, docente Dams Torino, Simona Tirocchi, docente Scienze dell’Educazione e Milena Boccadoro, giornalista Rai. A condurre la serata sarà Chiara Priante, giornalista de La Stampa.

Lorenzo Beatrice

lorenzob@vicini.to.it

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