“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Al Salone del libro di Torino l’editoria cerca il suo futuro

Fonte: wired.it, di Paolo Armelli

Si conclude oggi (N.D:R: ieri per legge) l’edizione 2014 del Salone del libro, la ventisettesima, che anche quest’anno ha ospitato a Torino l’evento annuale più grande per quanto riguarda editoria, letteratura e cultura. Oltre al numero considerevole di editori presenti (più di 1200) e a quello spropositato degli appuntamenti e incontri proposti (anche nella formula del Salone Off che ha invaso tutta la città), non c’è da dubitare che anche quest’anno l’affluenza sia stata record.

Perché i libri attirano ancora molto interesse, nonostante i dati sulla lettura presentati durante il Salone dall’Associazione Italiana Editori (Aie) siano a dir poco sconfortanti: il 2013 infatti chiude con un -6,3% in valore di volumi acquistati, ovvero 2,3 milioni di libri acquistati in meno rispetto all’anno precedente; in tanta negatività (è il terzo anno consecutivo che queste statistiche portano il segno meno), piccoli spazi di crescita – e di speranza – si vedono per gli ebook, che aumentano in titoli disponibili e quota di mercato (+2,7%), ma soprattutto nel settore per ragazzi che cresce del 3% circa in copie e valore.

Si conferma la crisi dell’editoria italiana, dunque, nonostante la vitalità che si sforza di mettere in campo anche in occasioni come il Salone. In particolare si cerca di proiettarsi verso il futuro e di osservare come i cambiamenti della comunicazione possano diventare un nuovo mezzo per diffondere i libri. Questo, ad esempio, era il senso della quarta edizione del bando Book to the Future, i cui vincitori (in totale 10) hanno animato l’Area Start Up del LingottoFiere: dieci progetti scelti in base ai criteri di innovatività, uso originale delle tecnologie, creatività e realizzabilità, e tutti accumanati dall’obiettivo di offrire servizi all’avanguardia nel campo della fruizione di contenuti editoriali.

book to the future salone 2014

Fra le imprese selezionate, ad esempio, c’è la veneziana TwoReads, con un sistema che suggerisce proposte di lettura in base ai rimandi contenuti nelle note e nella bibliografia di un volume. La book recommendation si fonda sulla mappatura dei riferimenti oggettivi fra un volume e l’altro, ed è utile in particolare nel mondo della saggistica (e non a caso una delle prime applicazioni concrete si può vedere sul sito de ilSaggiatore). Una app che fa anch’essa da aggregatore e da filtro sui contenuti, in questo caso giornalistici e informativi, è Newscron: nata in Svizzera nel 2012, parte dal presupposto della mole sempre maggiore di informazioni a cui siamo sottoposti (nel 2020 si parla di 53 Zettabyte di stimoli di questo tipo) e cerca di trovare una soluzione per filtrarle. Lo fa grazie a un algoritmo semantico sviluppato al Politecnico di Zurigo e all’Università di Boston, che permette di aggregare e selezionare notizie simili nella lingua, nella tematica e nella quantità prescelte (e ha già raggiunto i 4 milioni e mezzo di articoli letti al mese). Per fare un ultimo esempio che attiene principalmente ai libri citiamo PubCoder, innovazione tutta torinese che permette anche ai più digiuni di linguaggi informatici di programmare il proprio ebook avanzato: consente infatti con estrema facilità e interattività di creare i propri volumi digitali inserendo anche immagini, animazioni, video, suoni e versioni multilingua, senza dover scrivere una riga di codice (e per ora è anche gratis).

Ma le proposte innovative, al Salone del libro, venivano anche al di fuori di Book to the Future. C’è chi, ad esempio, vuole creare una social community interamente basata sulla condivisione di recensioni riguardanti il mondo della cultura e dell’intrattenimento: è il caso di QReview, che sta creando un catalogo di prodotti culturali da recensire e condividere online, attraverso l’applicazione di un codice QR sulla copertina o sulla locandina. Altri cercano di mettere in campo tutte le possibilità offerte dall’editoria digitale: è la missione di Way to epub che, al motto di “A ogni libro il suo futuro”, cerca di dimostrare come gli strumenti informatici possano dare nuova vita ai titoli cartacei, aggiungendovi anche nuove possibilità come i link, le ricerche, le animazioni; in più, anche grazie a collaborazioni con editori come Tunuè, porta in ebook libri prima considerati esclusivamente di fruizione tradizionale, in particolar modo fumetti e illustrati.

Tutte queste realtà giovani e innovative mostrano come sia fondamentale adattarsi ai nuovi mezzi per trovare strade prima inesplorate e che soprattutto permettano la sopravvivenza dei contenuti che ad oggi vogliamo fortemente difendere e diffondere il più possibile. Al contrario quello che si nota nell’editoria italiana (anche per via di un mix fra interessi personalistici e la mancanza di una politica pubblica in merito) è invece un immobilismo che ripete spesso e volentieri se stesso. Non è detto che queste start up aiuteranno a togliere quel segno meno che angoscia editori e librai, ma almeno faranno sì che gran parte dei libri continuino ad esistere ed essere fruibili anche fra molti anni.

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