“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

In dirittura d’arrivo la nomina per il 5° membro del CD di Roccafranca

Nell’aprile scorso riferivamo dell’ annosa questione che riguardava la nomina del 5° membro del Consiglio Direttivo della Fondazione Cascina Roccafranca.

Si diceva come questo, lontano dall’incidere in modo pesante sull’operatività della Cascina, che invece funziona piuttosto bene, impedisse di ottenere il riconoscimento della personalità giuridica. Con la conseguenza di non poter accedere ad alcune significative forme di finanziamento pubblico.

La lista civica La Piazza, nel permanere di questo atteggiamento dilatorio da parte delle autorità pubbliche aveva lanciato una proposta, da avviare con una mozione presso il Consiglio di Circoscrizione, in base alla quale si richiedeva un bando, una commissione di valutazione e una delibera di Consiglio.BANDI-Startup-news1

In sintesi, per la nomina il rappresentante La Piazza proponeva un percorso analogo a quanto previsto dal Regolamento comunale vigente e non del tutto rispettato: comunicazione pubblica della nomina, i candidati si devono autocandidare e si procede ad una valutazione comparativa. La nomina poi, viene effettuata dal Sindaco che ne ha la competenza.

Bene, a dispetto delle nostre perplessità, la proposta è andata in porto: l’Ufficio nomine del Comune ha lanciato il bando ed ha ora pubblicato un elenco di ben 19 candidati, con qualifiche e professionalità che spaziano dalla partecipazione ad associazioni, a liberi professionisti con alle spalle numerosi corsi di formazione, ex consiglieri di Circoscrizione (e come non citare Iuri Bossuto, già Presidente della Circoscrizione), docenti, avvocati, figure di manager nell’industria privata.

Ci auguriamo che la nomina cada su una persona che viva e conosca il territorio, il mondo delle associazioni, il ruolo e la storia di Cascina Roccafranca in una realtà ricca di proposte e stimoli culturali che non è confinata alla Cascina soltanto.

E, se possibile, libera da ruoli istituzionali e cariche elettive. Perché? Non mi viene in mente il motivo, ma, per quello che conta, sono convinto che sia meglio così.

Intanto, onore al coraggio di aver messo in campo una procedura che ha qualcosa della democrazia partecipata.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@libero.it

 

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