“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

17 novembre Giornata internazionale nati prematuri

Oggi e’ la giornata internazionale dei bambini nati prematuri e vorrei raccontarvi la mia storia e descrivervi una delle eccellenze ospedaliere torinesi e regionale: il reparto di Terapia Intensiva Neonatale (T.I.N.) della Clinica Universitaria- Ospedale Sant’Anna di Torino.
Il 17 settembre 2014 e’ nata la mia piccola Ambra. Piccola lo era proprio: in anticipo sul termine di gravidanza (33 settimane) e di 1.480 kg di peso. Così dalla sala parto, invece che in stanza con la sua mamma,  e’ andata direttamente in T.I.N. Uno di quei luoghi di cui puoi anche aver sentito parlare, ma che non puoi conoscere davvero se non lo vivi da “paziente” come e’ successo a noi e ad altri bimbi e ad ai loro genitori.

Sant'Anna1

Il reparto T.I.N non e’ il classico reparto enorme con corridoio centrale e stanze ai lati, e’ piu’ piccolo e molto raccolto, con un itinerario quasi circolare che da’ su piccole stanze, simulando così già nell’ubicazione, la funzione che svolge: aiutare la “seconda nascita” al mondo dei piccoli pazienti che ospita, ovvero le dimissioni per andare finalmente a casa con mamma e papà.
Il cuore sono le tre sale (intensiva, sub-intensiva, minima intensiva) in cui ci sono i bimbi che, a seconda del loro stato vitale possono stare in incubatrici o in culle come quelle del nido normale, ma tutti hanno delle piccole luci che brillano ai polsi o ai piedini: sono i sensori che monitorano le loro funzioni cardiache e respiratorie.

Ogni mattina i medici visitano i piccoli pazienti e stabiliscono terapie, esami e sono sempre disponibili a dare spiegazioni ai genitori sulle scelte effettuate. A presidio di ogni sala le infermiere che accudiscono i piccoli: somministrano le cure, li lavano vestono e cambiano pannolino, danno loro biberon quando le mamme non ci sono. Le infermiere, oltre alla fisioterapista, sono un vero e proprio tutor per le mamme, sopratutto nei primi giorni, quando ancora vi è lo choc da assimilare; sono loro che insegnano i primi gesti di accudimento “speciali” per agevolare il contatto e l’avvio di una buona relazione con un figlio o una figlia prematuro.
Ai genitori e’ consentito l’accesso 24 su 24, ci si cambia nello spogliatoio e poi si entra con l’ansia e la gioia di vedere i piccoli cambiamenti giornalieri dei propri bambini. Le mamme passano molte ore in T.I.N e così si allacciano conoscenze ed amicizie, con l’empatia immediata che scatta con chi sai che sta provando le tue stesse emozioni.

Accanto alle stanze dei medici, della caposala e delle infermiere, vi e’ la “stanzetta dei tiralatte”, dove le mamme si incontrano ogni tre- quattro ore, e mentre si “tirano” il latte con apparecchi elettrici e kit monouso, chiacchierano e si danno consigli. Il latte viene poi congelato e successivamente preparato dalle infermiere per l’alimentazione dei bambini. In alternativa viene utilizzato latte artificiale o latte materno donato dalla Banca del latte.

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Vi è poi la “stanza genitori”, dove vi sono settimanalmente incontri dedicati alle mamme e ai papà, come l’incontro genitori uno spazio dove, con il supporto della caposala, di un medico e di un’infermiera, raccontare la propria storia, la propria fatica quotidiana data dal particolare accudimento dei bambini prematuri ma anche la speranza e la consapevolezza del futuro in cui li porterai a casa, che dopo alcuni giorni ti invade il cuore. Da segnalare i tre incontri di yoga ed espressione corporea dedicati alle mamme dell’Associazione Ambarabaccicicoco’, un’ora di vero relax – e tutte le mamme della T.I.N. ne hanno davvero bisogno! – in cui sperimentare tecniche di rilassamento che potranno essere utili anche con i propri bambini.

Ma si resta il più possibile accanto alla propria bambina o bambino perché è fondamentale fare sentire loro la voce di mamma e papà, le prime carezze, il contatto pelle a pelle con la “marsupio terapia”,  la nutrizione, se possibile già al seno o con il biberon, il cambio del pannolino o della tutina.
I gesti che tutti i genitori fanno con i figli appena nati, ma che in T.I.N. sono compiuti in una sorta di apprendistato protetto, fatto di metodologie e pratiche specifiche di “care” in cui risulta essenziale il coinvolgimento precoce e continuativo dei genitori nella cura del bambino, per riallacciare quel dialogo genitori-figli che era già nato nei mesi dell’attesa, e che è stato in qualche modo interrotto dalla nascita pretermine.

Per Ambra la “seconda nascita” e’ stata il 12 ottobre quando finalmente ce la siamo portata a casa con noi …e oggi ha 2 mesi e pesa 3 kili di pura bellezza!

Un grazie di cuore ai medici, infermiere, fisioterapista, caposala, alle altre mamme e papà “compagni” di questo viaggio inaspettato e indimenticabile e una carezza a tutti i piccoli combattenti.

Mascia Manzon

masciam@vicini.to.it

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