“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

“Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa”

Uomo_DonnaSabato 6 Dicembre, dalle 10 alle 11.30, presso il Centro Interculturale di C.so Taranto 160 si è tenuta la penultima lezione di “Nutrire l’anima” dedicata questa volta all’attuale quanto complesso tema de “La donna nelle religioni”.

L’antropologa iraniana Sara Hejazi ha esordito soffermandosi su come tutti noi siamo stati da sempre comunemente abituati ad attribuire determinate caratteristiche e prerogative o al genere maschile o al genere femminile. La scrittrice Simone de Beauvoir diceva “Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa”. Cioè nessuno di noi è nato uomo o donna: si nasce invece maschio o femmina dopodiché, attraverso un lungo e travagliato percorso culturale, si diventa uomo o donna. Non tutti i maschi sono uomini e non tutte le femmine sono donne . . .

La studiosa Margaret Mead in “Sesso e Temperamento” sosteneva che, nelle Isole Samoa, gli uomini si prendono cura della progenie tanto quanto le donne oppure che quest’ultime possono avere più amanti. La classificazione dicotomica tra caratteristiche maschili e femminili invalsa nel mondo occidentale venne così messa in discussione. D’altronde, ancora oggi, suscita curiosità un bambino intento a pettinare le bambole o una bambina che si cimenta nel calcio . . .

Tutte le società umane, fin dall’alba dei tempi, hanno riconosciuto un dualismo tra maschile e femminile. Per esempio nelle religioni politeistiche (induismo; buddhismo e Grecia classica/Roma imperiale) l’idea di una Dea Madre evolve in maniera diversa. Tutte le divinità femminili indù risalgono a Maha Devi; mentre nel buddhismo oggetto di culto è proprio la madre di Buddha Mayadevi, morta di parto.

Diverso è il discorso per i tre grandi monoteismi (Ebraismo, Cristianesimo e Islam) che si richiamano, nell’idea di divino, ad archetipi tipicamente maschili. Le religioni monoteistiche si sono sviluppate in società fortemente gerarchizzate e stratificate socialmente, dove la proprietà privata è centrale. In tali contesti, la donna è decisamente sottomessa all’uomo.

Quale sarà il futuro delle donne nelle religioni oggi? Luigi Berzano ha coniato l’espressione “Spiritualità senza Dio”. In Occidente le donne sono sempre più emancipate socialmente e svincolate dai cliché o stereotipi di mogli/madri. Oggigiorno ci sono tante donne single e in carriera che, a livello di ricerca interiore, possono sperimentare vie diverse di avvicinamento al divino senza più l’ingombrante tutela del maschio dominante di turno. I teatri, i cinema, le mostre d’arte, i musei sono frequentate da un’utenza più spiccatamente femminile che maschile.

Il prossimo Sabato, 13 Dicembre, per l’ultimo appuntamento di “Nutrire l’anima” la storica delle religioni Mariachiara Giorda farà luce su Isis e sulla minaccia del fondamentalismo islamico sull’Occidente cristiano

Lorenzo Beatrice

lorenzob@vicini.to.it

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