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Un rinnovato mercatino “della qualità” in Via Baltimora

Fare di necessità virtù.

Sembra questa la logica che ha motivato i titolari dei banchetti del mercato di Via Baltimora per ridare un nuovo volto ed un nuovo impulso all’area mercatale.

Giovedì 4 dicembre è stata inaugurata, con la partecipazione dell’assessore al commercio (citiamo solo questa delega per brevità) Domenico Mangone, il Mercato della Qualità di Via Baltimora. Più che una cerimonia, una chiacchierata tra gente che in fondo fa lo stesso mestiere.

L’assessore ha passeggiato tra i banchi, salutando i proprietari, senza sottrarsi all’isolata frecciatina “cosa è successo, ci sono elezioni in giro?

Assessore, di cosa si lamentano i commercianti?” Nessuna esitazione “Eh, le tasse

Non solo: la mancanza di parcheggi, in una zona in cui i clienti sono sempre più le persone anziane; o la possibilità che hanno gli ambulanti senza posto fisso di disertare il mercato, se piove o se si prevede maggiore afflusso altrove, lasciando così degli scoraggianti spazi vuoti.

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Secondo lei, assessore, cosa ha causato questo declino a cui ci si sforza di porre rimedio? Qual è la situazione degli altri mercati? Si dice che in genere i mercatini sopravvivono meglio degli altri esercizi durante le crisi” “E’ certamente un problema di dimensione, i mercati più grandi se la cavano meglio”. Ecco un terzo motivo contingente: è anche questione di organizzazione.

Certo non si possono negare gli effetti della crisi.

La più grossa difficoltà però rimane la concorrenza dei supermercati: in termini appunto di organizzazione, parcheggi, offerta complessiva. Il mercato rionale può solo opporre la  qualità: chi porta al mercato i propri prodotti ne conosce i pregi, la storia, il territorio; mentre è forte il sospetto di manipolazioni per i prodotti provenienti da Paesi esteri, anche comunitari. Ma non solo: le famiglie tendono a fare la spesa prima di rientrare in casa, il pomeriggio, mentre il mercatino alle 13 chiude i battenti.

Illuminazione

Per questo motivo in Via Baltimora si sta cercando di sperimentare un’apertura pomeridiana, un giorno alla settimana: quando? “Mah, a metà settimana in genere la gente ha esaurito le scorte del fresco. Allora noi cerchiamo di offrire loro i nostri prodotti nel momento in cui gli servono”.

E’ comunque una lotta dura. I commercianti, ad ogni buon conto, si sono rimboccati le maniche e ci provano: scritta luminosa accesa già dal mattino, almeno per ora; grembiule verde scuro stile ortolano d’antan; borse di tessuto naturale per sostituire, una volta per tutte, le invasive sportine di plastica.

Come dire: invece di piangerci addosso, lavoriamo per migliorarci.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

 

 

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