“è meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita”

(Rita Levi Montalcini)

La felicità vicino a me

dayofhappyIl 20 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Felicità istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 2012.

Sembra l’ennesima scelta di marketing elitario dei Paesi industrializzati per realizzare qualche incontro tra i grandi della terra, naturalmente a spese dei contribuenti, e per fare qualche riflessione politica e sociale “alta” e poi non pensarci più per i prossimi 365 giorni. Ma non è così.
La ricerca della felicità è un obiettivo fondamentale dell’uomo, così come enunciato nella Carta Costituzionale degli Stati Uniti d’America (ricordate il bel film di Muccino con Will Smith come protagonista?) e come sempre più economisti internazionali affermano: Il benessere di una nazione non si misura con il reddito o con il prodotto interno lordo ma con la felicità.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, intervenendo alla conferenza “Felicità e benessere: definizione di un nuovo paradigma economico”, ha dichiarato che il mondo “ha bisogno di un nuovo paradigma economico che riconosca la parità tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile. Benessere sociale, economico e ambientale sono indivisibili e insieme costituiscono la felicità globale lorda”.
Il Paese pioniere nella ricerca della felicità è il Bhutan, un piccolo stato montuoso dell’Asia, che sin dai primi anni 1970 ha adottato l’obiettivo di Felicità interna lorda come standard di riferimento, anteponendolo al Prodotto interno lordo e innescando un dibattito sui Pil alternativi tuttora in corso.
Le Nazioni Unite invitano gli stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali, le organizzazioni non governative e i singoli individui a celebrare la Giornata mondiale della felicità in modo appropriato, anche attraverso attività di educazione e sensibilizzazione pubblica.

Bene. Allora mi chiedo, come cittadina della Circoscrizione 2 della Città di Torino sulla base dei tre pilastri indicati dall’Onu, cosa mi rende felice?

Delle sincere, appassionate e costruttive relazioni sociali, un lavoro sicuro e gratificante, e un po’ più di verde vicino a me. Ecco quest’ultimo punto, il pilastro ambientale, e’ oggi per me il meno soddisfacente: la vicinanza dell’inceneritore, le misure compensative “fantasma” e i nuovi palazzi che “crescono come funghi” ogni anno più numerosi. Sarei sicuramente più felice se il Piano Regolatore del Comune di Torino avesse come principio guida la felicità sociale, economica e ambientale dei cittadini.

Mascia Manzon
masciam@vicini.to.it

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