“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Tunisi e Torino. Il Sindaco e l’Arcivescovo. Noi

Tunisia AttackQuello che è successo a Tunisi ieri ci ha colpiti tutti, in modo diverso, ma tutti.

Il sindaco di Torino Piero Fassino di fronte alla barbarie del terrorismo chiama la Città ad esprimere solidarietà alle famiglie delle vittime e a manifestare lo sdegno civile e l’impegno della Comunità Torinese contro la violenza sanguinaria dei terroristi. La manifestazione si svolgerà oggi, giovedì 19 marzo alle ore 20,30 in Piazza Palazzo di Città, di fronte al Municipio.”

L’Arcivescovo mons. Nosiglia “invita tutti a pregare con lui domani 20 marzo alle 18 nel santuario mariano torinese della Consolata in suffragio delle vittime del terrorismo, delle persecuzioni e per ottenere il dono della pace. L’Arcivescovo stesso presiede la Santa Messa. Poiché è venerdì e durante la quaresima in molte parrocchie si celebra la Via Crucis e mons. Nosiglia invita anche tutte le comunità cristiane torinesi a ricordare, nell’Eucaristia e nella Via Crucis il lutto della Città e a pregare per la pace.”

Per fortuna è difficile rimanere indifferenti davanti a fatti che le stesse persone coinvolte ritenevano lontane o improbabili.

Eppure sono vicine perché la follia lucida di persone che pensano di essere strumenti di Dio e della Giustizia in Terra sono in aumento proprio nell’unico Paese islamico, la Tunisia, dove si riconosce per Legge la parità uomo-donna.

La “ferocia di ripiego” dopo il fallimento dell’attacco al Parlamento di questi uomini ha colpito alcuni miei colleghi del Comune di Torino e Torino&Tunisi sono diventati “il Centro del nostro mondo” per una lunga giornata che non è ancora finita con le 24 ore.

Il problema è militare? No è culturale e politico, ma le logiche di soluzione sono “vincolate” da interessi economici geopolitici che prescindono dal rispetto delle persone o comunque usano a pretesto i diritti per ottenere risultati di parte. Ne è un esempio la Libia che è stata destabilizzata dall’intervento militare (senza concordare nulla prima) di Francia e Inghilterra facendosi scudo del “dittatore Gheddafi” , ma pensando solo al petrolio.

E dopo?

Dopo si lascia un Paese in mano a bande armate di fucili, sentimenti tribali e sentimento pseudo religioso ed “eretico” per lo stesso Islam.

Quando senti che i “cari” di persone che conosci sono disperse o “forse” morte, ciò che è importante nella vita si riposiziona e, almeno per me, ti fa vedere in luce diversa e colma di gratitudine quello che hai e che vivi ogni giorno.

franco

direttore@vicini.to.it

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