C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Pomeriggio con Giancarlo De Cataldo

NeOMeNELU

Con figliola di 6 mesi, passeggino e biberon di ordinanza sono andata all’incontro organizzato dal progetto Leggermente a Villa Amoretti per il nuovo romanzo Nell’ombra e nella luce di Giancarlo De Cataldo, sperando nella buona sorte e nel buon carattere della progenia.
Magistrato, schietto – come si autodefinisce – gran affabulatore, fine conoscitore della storia del Risorgimento e della sua anedottica, Giancarlo De Cataldo fin dalle prime battute cattura l’attenzione del pubblico, raccontando la genesi del nuovo libro.
Fu Mario Martone qualche anno fa a chiederne la collaborazione per la realizzazione del film Noi credevamo allora l’autore colse l’opportunità e divorò per mesi, con metodo compulsivo, tutto quanto c’era di scritto sul periodo storico. Cita infatti, Cavour e le sue lettere in cui il politico piemontese si dice preoccupato perchè la corte sabauda viene definita la piu noiosa d’Europa, l’idealista e carico di passione civile Mazzini, accusato all’epoca di incontri segreti con i suoi seguaci da cui scaturivano orge (!), Pisacane che in una famosa lettera rivendicò l’amore per la sua amante e la necessità di rendere sacro tale vincolo in modo laico o religioso. All’interno di questo affresco storico si dipana il suo nuovo giallo, che precisa De Cataldo altro non è che una gabbia narrativa con precise regole che consente di scrivere ciò che si vuole.
Le domande del gruppo di lettura Leggermente, consentono a De Cataldo di raccontare la trama del nuovo romanzo, attualizzando il discorso con i più recenti fatti di cronaca. Il protagonista, per esempio, è un ufficiale dei Carabinieri che, ricorda l’autore, sono l’Arma più amata dagli italiani poichè meno inclini ad operare con metodi coercitivi ed arbitrari, come gli articoli di questi ultimi giorni sul pestaggio della Caserma Diaz durante il G8 di Genova ci hanno tristemente ricordato, tuttavia anche la Benemerita ha nella sua storia alcune pagine oscure che parlano di depistaggi di Stato non ancora chiariti.
Parla con ammirazione e senza invidia del successo dei suoi colleghi Carofiglio e DeGiovanni, poichè spiega il crescere di una scuola italiana di scrittori di gialli-noir-hard boiled crea al tempo stesso una comunità di lettori che si appassiona e richiede quel genere di libro.
Vado via dopo due ore che sono “volate” grazie alla personalità istrionica ed allo spessore culturale dello scrittore, che d’altra parte già intuivo dalle pagine dei suoi numerosi libri letti.
Per la cronaca, al termine dell’incontro la figliola ha quasi rubato la scena a DeCataldo: le signore del gruppo di lettura si complimentavano con la sottoscritta per la figliola che ha mangiato, giocato e dormito, il tutto placidamente… non è mai troppo presto per lo “svezzamento culturale”!

Mascia Manzon
masciam@vicini.to.it

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