C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

SLOW EDUCATION: prendersi il tempo di dargli tempo

Un murales ispirato alla “Pedagogia della lumaca” (Emi) di Gianfranco Zavalloni, realizzato dai bambini della scuola dell’infanzia S.Trinità dell’IC Il Tessitore di Schio (Vicenza)

Siete papà e mamma o nonni di un bambino piccolo, di due o tre anni (o anche oltre)? Volete fare un regalo al vostro bambino? “ Prendetevi il tempo di dargli tempo”: tempo di camminare piano fermandosi ad odorare un fiore o a guardare una farfalla, tempo di osservare le bollicine che fa il sapone sulle mani quando si lava, tempo di prendere le penne o le pipe della pasta una per una.

Un murales ispirato alla “Pedagogia della lumaca” (Emi) di Gianfranco Zavalloni,  realizzato dai bambini della scuola dell’infanzia S.Trinità dell’IC Il Tessitore di Schio (Vicenza)
Un murales ispirato alla “Pedagogia della lumaca” (Emi) di Gianfranco Zavalloni, realizzato dai bambini della scuola dell’infanzia S.Trinità dell’IC Il Tessitore di Schio (Vicenza)

In una società frenetica come la nostra, in cui si è sempre di corsa e in un’epoca in cui televisione , internet e cellulari sembrano annullare il tempo e lo spazio, è più che mai importante dedicare ai nostri bambini dei momenti all’insegna della lentezza.

Il bambino non ha il concetto del tempo, e meno che mai della fretta: perciò i suoi tempi non sono i nostri tempi: noi riempiamo i nostri bambini di giocattoli, di stimoli uditivi e visivi, ma non lasciamo loro il tempo di goderne, di ripeter tante volte gli stessi gesti, di chiedere sempre la stessa storia, di fermarsi per strada a guardare qualcosa che ha destato il loro interesse e che noi nemmeno abbiamo notato.

Sì, perchè è così che il bambino impara: ad osservare, ascoltare, a riconoscere le sensazioni tattili e gli odori: è attraverso il buttare a terra un oggetto e vederlo ricomparire tante volte nelle mani dell’adulto che acquisisce il concetto di permanenza dell’oggetto; è giocando con l’acqua che impara che lavarsi è un piacere e non un dovere; è ascoltando tante volte la stessa storia che esprime in modo simbolico i suoi problemi inconsci che impara a superarli.

Parliamo tanto di Slow Food: e va bene.

Ma perchè non pensare anche a una Slow Education e capire che il tempo che dedichiamo oggi al nostro bambino se lo ritroverà domani , moltiplicato, in calma, sicurezza e in un patrimonio di scoperte e conquiste intelligenti.

E’ difficile, certo: i ritmi imposti dal lavoro e dalle relazioni nella nostra epoca ci incalzano e fanno sì che ci sentiamo costretti a dire a un bambino: “ Fai presto!”

Ma se capiremo l’importanza per noi di “ prendere tempo” per “ dargli tempo”, il tempo di crescere, gli dedicheremo almeno dei momenti della giornata in cui il “nostro tempo” scompare per diventare il “suo tempo”, tutto quello di cui ha bisogno.

Magari ci toccherà rinunciare ad avere una casa di un pulito brillante, o di essere puntualmente informati di tutto ciò che accade nel mondo momento per momento, ma avremo dato a un bambino la possibilità di diventare un uomo attento, sereno e consapevole del mondo che lo circonda.

Franca Guiot

francag@vicini.to.it

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