“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Nasce il nuovo Parco di Spina 4 AURELIO PECCEI

vista dall'altoContinua la collaborazione col Corriere di Barriera e questa volta parliamo della grande superficie ex industriale, circa 43mila metri quadri, compresa tra il passante ferroviario, via Cigna e via Valprato, un tempo sede della Fiat Iveco Telai,che diventa oggi il cuore verde del quartiere Barriera di Milano: un parco “smart” in cui tutela dell’ambiente, qualità della vita e innovazione urbana hanno trovato vera sintesi. E’ un bell’esempio di area industriale dismessa, valorizzata attraverso le risorse del territorio, coniugando la memoria storica della fabbrica con l’innovazione, le aree verdi con l’architettura integrata.

Sarà inaugurato domenica prossima 31 maggio con una grande festa che abbinerà musica, giochi, sport, mostre e visite alla scoperta della storia di quella parte di città.

Con i 27mila metri quadrati di prato, 420 alberi, un centinaio di corpi luminosi a led, giochi e attrezzi per adulti e bambini, percorsi ciclabili e una costruzione recuperata dalla vecchia fabbrica per ospitare grandi eventi sociali e di aggregazione, l’area è ora a disposizione dell’utenza.

Terminato il cantiere prosegue ancora il processo di progettazione partecipata con Urban Barriera, il programma di sviluppo urbano partito nel 2011 e finalizzato a determinare un processo di miglioramento complessivo dell’area del quartiere. I cittadini sono chiamati a portare idee e proposte attraverso un calendario di incontri, ma anche utilizzando una bacheca colorata, che sarà posizionata all’interno del parco e dove gli abitanti e le associazioni del quartiere potranno raccontare le iniziative in programma, e una pagina facebook che servirà a fare passaparola. Operazioni che hanno visto la partecipazione del Comitato Spina4, composto dai cittadini residenti nelle case adiacenti all’area verde, da sempre impegnato nella tutela dell’area e promotore di una gestione più matura e consapevole.

Il progetto di trasformazione da fabbrica a parco è stato realizzato grazie all’impegno di un gruppo di lavoro formato da agronomi, architetti, ingegneri, e antropologi coordinato nella fase paesaggistica dal settore Grandi Opere del Verde del Comune, che aveva già partecipato a tutte le fasi dei lavori negli ultimi 20 anni: la demolizione dei vecchi edifici, la bonifica, la progettazione partecipata e, in ultimo, il concorso d’arte.

Il Parco sarà intitolato ad AURELIO PECCEI, torinese, ex dirigente Fiat, fondatore nel 1960 del Club di Roma, famoso per la sua attenzione alle tematiche ambientali e precursore dello studio di modelli di sviluppo sostenibile.

Quello di Spina 4 è infatti il primo parco “Smart” di Torino ed è definito unico nel suo genere anche nel panorama paesaggistico nazionale. La scelta dei progettisti e dell’amministrazione, fedele al tema dello sviluppo “smart” e delle politiche rispettose dell’ambiente, è stata quella di partire dal restauro e dalla conservazione delle memorie collettive, ma soprattutto di puntare sulla ricostruzione vegetativa e sull’utilizzo di materiali altamente ecologici.

Troviamo dunque la pavimentazione mangia-smog, scelta per l’area giochi di 1000 mq, in grado di assorbire l’inquinamento e di purificare l’aria, i pannelli fotovoltaici posti sulla capriata Porcheddu, l’ultima testimonianza rimasta dello stabilimento industriale, e la posa delle panchine “parlanti”, ideate per raccontare il parco, ma soprattutto per spiegare ai cittadini i materiali utilizzati, anch’essi scelti in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’area giochi del parco è frutto di un percorso partecipato con i bambini della scuola elementare Pestalozzi che, davanti all’enorme cratere della bonifica dovuta agli scavi, hanno immaginato un’invasione pacifica di extraterrestri ecologisti, che tornano sulla Terra a insegnare ai bambini ad averne cura. Dalle loro suggestioni raccolte dai progettisti, è nato il cratere, uno spazio di oltre 1000 mq delimitato da una caratteristica collinetta rivestita in gomma colorata  che ospita al suo interno numerose attrezzature per il gioco suddivise per fasce d’età.

Ad arricchire il Parco contribuiscono dieci opere d’arte – 5 sono già state posizionate – ispirate alla storia operaia dell’area. le opere sono state realizzate da giovani artisti che hanno partecipato a un concorso nazionale di idee aperto a studenti degli Istituti di Alta Cultura (Accademie di Belle Arti italiane) e delle Facoltà di Architettura indetto della Città, in collaborazione con il Politecnico e con l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino.

Aurelio Peccei
Aurelio Peccei

Sotto la capriata Porcheddu si può leggere la biografia di Aurelio Peccei, a cura del meteorologo Luca Mercalli. Se ne pubblica un estratto:

“Aurelio Peccei nasce a Torino nel 1908 e nel 1930 si laurea a pieni voti e lode in Scienze Economiche. Nel 1968 fonda il Club di Roma, cenacolo di intellettuali, scienziati e statisti, grazie al quale nel 1972 nasce il celebre rapporto “I limiti alla crescita”, il primo modello matematico di accoppiamento tra economia e ambiente, redatto dal gruppo di dinamica dei sistemi del MIT di Boston (Massachussets Institute of Technology). Il suo messaggio fu e rimane chiaro: i consumi materiali e l’accumulo di rifiuti non possono proseguire all’infinito su una Terra di dimensioni e risorse limitate. La pubblicazione ebbe un forte impatto sulla civiltà occidentale soprattutto per le idee innovative e così in anticipo sui tempi. Aurelio Peccei muore a Roma nel 1984 ma la sua percezione della dimensione globale dei problemi e della necessità di affrontarli in un contesto internazionale rimangono un punto fermo oggi più che mai.”

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Rossella Lajolo

rossellal@vicini.to.it

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