C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

CINEMA ALLA CAVALLERIZZA

Venerdì 29 maggio altri due appuntamenti del Progetto Il cinema alla Cavallerizza, per la riqualificazione della CAVALLERIZZA REALE-

Due documentari molto diversi tra loro e molto interessanti. Il primo dedicato ad un tema molto attuale, quello della speculazione edilizia; il secondo dedicato al ricordo di una tragedia che ha sconvolto nel 1983 l’opinione pubblica: il rogo del Cinema STATUTO.

L’orma del dinosauro è un cortometraggio nato per caso durante i percorsi fatti dall’autore in bicicletta in giro per Torino e provincia. Racconta in modo molto semplice un tema molto scottante e molto discusso: “Lo sfruttamento territoriale e la speculazione edilizia”. Sparsi per Torino e provincia si trovano fabbriche dismesse, capannoni e parcheggi inutilizzati, impianti sportivi utilizzati in modo non conforme alle loro dimensioni. La cementificazione toglie all’uomo molte delle funzioni legate alla natura e fondamentali per la vita di tutti noi. Il monito del documentario è la tutela della biodiversità come tutela della vita dell’uomo e la salvaguardia della terra mettendo un po’ da parte la volontà di sviluppo che crea più danni che benefici e cercando di recuperare gli spazi esistenti.

Sale per la capra è il documentario che ripercorre a distanza di più di 30 anni la drammatica vicenda del CINEMA STATUTO, di come, in un freddo, nevoso pomeriggio del carnevale torinese del 1983, era il 13 febbraio, ben 64 persone non hanno più potuto riabbracciare i propri cari.

Una drammatica ricostruzione attraverso le testimonianze di chi, suo malgrado, era presente, i filmati e i documenti fotografici dell’epoca.

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Le terribili testimonianze dei vigili del fuoco giunti sul posto, persone che dopo quel pomeriggio non sono più state le stesse. Il susseguirsi delle inchieste, delle indagini che portarono alla luce l’inadeguatezza della sala in materia di sicurezza con un impianto elettrico non a norma e con l’unica uscita di sicurezza chiusa dall’interno. Molti malcapitati di quel pomeriggio furono ancora trovati seduti al loro posto, altri ammassati verso l’unica uscita disponibile che, purtroppo non i portò verso la salvezza ma verso un bagno chiuso.

Tutti morirono per avvelenamento dai fumi provocati dall’ossido di carbonio e dall’acido cianidrico sprigionatisi dagli arredi, moquette e tendaggi della sala Il giorno dei funerali fu dichiarato LUTTO CITTADINO, dall’allora sindaco Diego Novelli, il capo dello stato SANDRO PERTINI e tutta Torino si strinse ai parenti delle vittime. Per ricordare le 64 vittime nel 2010 la città dedica una semplice aiuola di Largo Cibrario.1

Le immagini trasmesse in quei giorni dai media erano terrificanti e raccontavano senza mezze misure quello che era accaduto. Da quel giorno è passato tanto tempo e tante cose sono cambiate specialmente in materia di sicurezza e anche i media hanno fatto un “salto di diversità e non di qualità” cercando di essere delicati anche in momenti drammatici. Gli autori hanno ringraziato tutti coloro che anno intervistato e che hanno dato loro il benestare per la costruzione del documentario.

Daniela Ghirardi

danielag@vicini.to.it

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