I libri sono risorse di grano da ammassare per l’inverno dello spirito (Marguerite Yourcenar)

Multa ad un “home restaurant” torinese

HomeResturantQuando si usano strumenti vecchi per regolare avvenimenti nuovi vengono fuori titoli sbagliati. Mi riferisco a  “Home restaurant, fiocca la prima multa per gli “Uber del cibo” di Repubblica Torino. La struttura giuridica italiana è sovrabbondante di Leggi usate in modo selettivo a seconda di chi è l’imputato. E come diceva un vecchio avvocato La Legge è uguale per tutti … coloro che possono pagarsi un ottimo avvocato”.

Home restaurant è una definizione che comprende molti tipi di attività: da quella commerciale, ma fatta in casa, a quella che sta sotto la definizione della “cena tra amici” alla quale si partecipa non a fronte di un costo, ma di un rimborso spese allo schef.

In questo secondo caso è Sharing Economy.

Nel primo caso ci devono essere tutte le “regole applicate”, nel secondo tali regole non ci sono e i commensali sanno che non ci sono.

Se si applicano le regole della ristorazione commerciale anche ai secondi casi si dovrebbe, “a rigore”, applicarle a tuti quei casi di cene nelle Parocchie, nei dopolavoro( o circoli) senza ristorante e molti altri.

Certo una regolamentazione va fatta, ma contemplando una nuova forma di condivisione dei costi che è “fuori mercato”, cioè quel mercato che a causa della crisi dei redditi non fa più andare nei Ristoranti perchè diventati cari.

Inoltre l’aspetto di relazione sociale è spesso del tutto trascurato per i detrattori di questa nuova forma di economia che salta le corporazioni economiche  (piccole o gradi che siano) ed è la voglia di conoscere altra gente come una volta era possibile nelle “piole”.

franco

direttore@vicini.to.it

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