C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Sharing Economy e Città di Torino

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Sulla Sharing Economy noi di Vicini abbiamo scritto ripetutamente ed organizzato, unici a Torino, una serie di convegni cittadini, con cadenza mensile dal settembre scorso, e tutti nel centro culturale polivalente di Cascina Roccafranca.

Un Convegno fu organizzato dalla Fondazione dei Talenti di cui abbiamo dato conto nel nostro articolo.

Nel pomeriggio del 16 febbraio, in Sala Colonne a Palazzo Civico, c’è stato il primo convegno pubblico organizzato dal Comune di Torino tramite due attivi esponenti del Gruppo Consigliare del PD: Fosca Nomis e Marco Muzzarelli.

L’annunciata presenza del Sindaco Fassino, poi assente per urgenti impegni a Roma, e quella dell’Assessore Lavolta ne hanno fatto più un evento istituzionale della Città che un’iniziativa squisitamente politica.

Questo, come giornale che tenta di fare divulgazione culturale su cosa è realmente la Sharing Economy, ha tutta la nostra attenzione. Gli ospiti (Marta Manieri di Collaboriamo.org, Ivana Pais dell’ Università Cattolica di Milano, Gianluca Ranno cofondatore della startup torinese Gnammo, Davide Ghezzi della startup milanese ZeGo, un dirigente italiano di AiRBnb) ne hanno fatto un incontro interessante.

C’è anche stata un’articolata proposta “politica” di fare di Torino un DISTRETTO della Sharing Economy. Proposta alla quale il sindaco, nel suo messaggio, sembra aver aderito.

Scrivo sembra perché occupandoci della questione da tempo ci è parso che nella nota del Sindaco si legge di una serie di iniziative della Città, dalla Social Innovation a Urban, che hanno a che fare con l’economia collaborativa in modo marginale e nulla a che fare con la Sharing Economy anche se tutte nell’ambito “largo” dell’innovazione.

Però il merito dei due consiglieri comunali di aver portato alla superficie la sharing economy nell’attenzione dell’Amministrazione è una cosa encomiabile e il convegno del 16 febbraio dimostra il lavoro enorme ancora da fare per far comprendere ad Amministratori e “gente comune” cosa sia la Sharing Economy: la sua potenzialità per una migliore qualità della vita e il “suo lato oscuro”.

Riflessioni che abbiamo tentato di fare su un nostro articolo pubblicato tempo fa anche sulla base dello studio della Fondazione Feltrinelli.

Anche l’ intervento del Parlamentare Europeo Daniele Viotti (PD) su quanto da lui fatto per cercare di creare una canale di attenzione sull’argomento da parte degli Organi UE è stato molto interessante e sarà utile che si possa seguire da vicino il “progetto pilota europeo” che è stato già lanciato.

Altro intervento specifico è stato quello di Benedetta Brighenti del Comitato Europeo delle Regioni e ViceSindaco di Rangone (MO). Nel “progetto di parere: la dimensione locale e regionale dell’Economia della Condivisione” da lei illustrato sono molte le considerazioni e le indicazioni operative da prendere in seria considerazione.

L’incontro, nella parte dedicata alle domande, non ha più avuto i relatori presenti per loro impegni personali e treni da prendere per tornare ai loro domicili abituali (Milano altri), però è utile fare alcune considerazioni generali : finalmente anche l’Amministrazione della Città di Torino comincia a mostrare interesse per le dinamiche della Sharing Economy che necessita di un percorso di divulgazione culturale che non può essere relegato agli incubatori universitari o al mondo del “business-oriented” cioè al mondo degli affari.

Il fatto che si guardi all’esperienza milanese veicolata da Ivana Pais e Marta Manieri è utile, ma è necessario valorizzare quanto si muove a Torino prendendo dall’esperienza milanese quanto è sovrapponibile, ma senza un esercizio di “copia ed incolla”. L’apertura della Città, del tutto legitittima, agli interessi commerciali di AirBnb alla stipula di eventuali convenzioni conl Comune sia una delle possibilità, non l’unica.

Abbiamo fatto parlare nei nostri incontri cittadini di Vicini realtà che non sono “agenzie globali con provvigione” come AirBnb ma fanno della condivisione della casa uno scambio di valore non monetario.

Esperienze come homelink.it , bewelcome.org, workaway.info, fanno delle loro piattaforme un luogo di condivisione prima che un luogo di provvigione. 

Infine la startup milanese ZeGo è fantastica, ma a Torino ne esistono altre due poco conosciute, poco valorizzate e incubate presso il Politecnico di Torino: bobsharing.it, www.bring-me.it

Dimenticavamo……..vi aspettiamo tutti il 25 febbraio con a tema il TEMPO

Time

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