C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Si parla della riqualificazione di Piazza Arbarello. Continua il ciclo di incontri 10 x 10

Facoltà di economia piazza Arbarello

Il ciclo DIECIxDIECI: 10 trasformazioni x 10 circoscrizioni, organizzato da Urban Center Metropolitano e dedicato ad alcunedelle principali trasformazioni urbane che stanno interessando le dieci circoscrizioni cittadine, è al suo ottavo appuntamento. Un’iniziativa di successo, esordisce Paola Virano, Direttore di Urban Center, che ha toccato realizzazioni diverse e lontane tra loro. Dal nuovo Centro Direzionale Lavazza in Largo Brescia, all’area Mirafiori Torino Nuove Economie, dalla riqualificazione Continassa-Fossata al recupero dei Laghetti Falchera.

Oggi, 15 aprile, siamo nel cuore della Circoscrizione 1. Il centro storico, in realtà, è già stato oggetto di riqualificazioni, sia sotto il profilo architettonico che come vissuto: il crescente flusso turistico ne è testimone.

Da tempo si parla di interventi per valorizzare Piazza Arbarello. Riqualificare la piazza, oggi abbandonata al traffico automobilistico e ai parcheggi a raso, ripensare gli spazi in funzione di aggregazione urbana, ridare nuova vita ai palazzi che la caratterizzano ed abbelliscono.

L’occasione si è presentata con due importanti acquisizioni: la vendita, nel 2008, da parte del Fondo Città di Torino dei locali dell’ex Facoltà di Economia e Commercio alla Compagnia di S. Paolo ed il palazzo già IREN acquisito dalla Reale Mutua, quest’ ultimo oggetto di un concorso per creare il nuovo Centro direzionale in cui si trasferiranno i dipendenti.

Oggi parliamo dell’ex sito universitario che ritornerà alla sua vita pubblica: sarà ristrutturato, per diventare la sede della «Fondazione Collegio Carlo Alberto».

E’ il Prof. Aimaro Isola, fondatore dello studio Isolarchitetti, a tratteggiare il contesto dell’intervento, nel percorso che porta dalle macerie dei bombardamenti del 1943 -1945 ai recuperi dei giorni nostri, sempre all’insegna del riabitare, del rinnovare, senza tralasciare l’aver cura del passato. E cita il quadrilatero romano, riaffermazione di un centro storico non solo urbano ma centro di potere, disegnato attorno al Palazzo Reale. Il parco archeologico della Porta Palatina. O il Museo Egizio ricomposto nel suo tessuto urbano. Persino negli allestimenti per l’ostensione della Santa Sindone, non alcuni gazebo da grande distribuzione ma una continuità di tendoni come dovevano essere quelli destinati ad accogliere le autorità del Regno in epoca sabauda. O ancora il Mirafiori Design Center, nell’area Torino Nuova Economia, in cui, cita, il progettista si è infilato nella costruzione esistente in una simbiosi come fa il paguro nelle conchiglie abbandonate. Tutti interventi in cui lo studio Architetti Isola ha messo lo zampino.

Dunque, il progetto Collegio Carlo Alberto: c’è un concorso, lo studio lo vince, si incominciano a tracciare le soluzioni. Il grande spazio che caratterizza l’edificio, l’aula magna, diventerà uno spazio vuoto completamente destinato a verde. No, non è così semplice: bisogna fare i conti con le resistenze della Soprintendenza Belle Arti. Volumi e forme devono rispettare il loro aspetto originale, gli spazi devono essere convertiti al loro fine funzionale. Il sogno del creativo si sfalda.
Il ricordo del professor Isola scatena l’eterno dibattito fratricida fra il Bello e l’Utile, le scelte dell’ideatore e le esigenze della politica urbana.

In realtà, sostiene il professor Giovanni Durbiano, docente di composizione architettonica del Politecnico a cui è affidato il progetto, la sintesi si trova nel concetto di “negoziazione dei valori” attraverso cui sia gli aspetti architettonici che quelli funzionali troveranno armonicamente posto.

Il grande salone centrale diventerà una “common room” destinata alla fruizione da parte degli studenti, mentre al di sotto ci sarà un locale completamente interrato, destinato ad auditorium. Anche il requisito di un progetto “austero” posto dalla committenza a posteriori diventa un valore: nella scelta dei materiali e delle soluzioni imposte da questi. Così lo scalone aulico verrà smontato e ricostruito riutilizzando parte dei materiali originali. L’edificio consta di quattro piani, e sono numerosi gli interventi, a cui partecipano oltre a Isola Architetti, ICIS per le strutture e Proeco per gli impianti.  Da ricordare, tra questi, un ampio rifacimento delle coperture.

Il Collegio diventerà così un luogo di incontro di persone che vengono da fuori; la scelta di un luogo centrale è simbolicamente più significativo rispetto al pur glorioso sito attuale di Moncalieri.

Dal pubblico una domanda: in questo iter progettuale, in cui non esiste un tavolo ma solo delle figure (la Compagnia di S. Paolo, la Soprintendenza, gli urbanisti), non si rischiano perdite di identità? Poteva esserci uno scambio maggiore con la Città? Certo, è possibile: tuttavia è quello che permette di sviluppare la creatività dei fruitori.

Tempi: il cantiere (preoccupazione di alcuni abitanti della zona) dovrebbe essere disinstallato a metà del prossimo anno, mentre il completamento dei lavori è previsto a fine 2017.

L’interesse dei cittadini si concentra sulla piazza: gli architetti ne sono coscienti. Il luogo aperto si presta anche agli “interventi sull’effimero” come i padiglioni della Sindone citati. Ma la destinazione ultima è a luogo di rappresentazione vissuta: aggregazione, spettacolo, spazio espositivo. E i parcheggi? L’area antistante l’edificio ex sede della Facoltà di Economia sarà sgomberata contestualmente alla chiusura del cantiere. Tuttavia l’assessore Lo Russo non nasconde la sua idiosincrasia nei confronti dei parcheggi a raso: decisioni non ce ne sono ma l’obiettivo finale è un recupero totale della piazza, ad iniziare dal corpo centrale sopraelevato, per arrivare per i veicoli ad un parcheggio sotterraneo.

La richiesta di spazi di maggiore fruibilità di queste opere, sollevata da un cittadino, non è sempre soddisfatta: per accedere al Museo Egizio devi pagare il biglietto, anche se vorresti solo gironzolare per i locali. Ma non è sempre vero, risponde Lo Russo: nel grattacielo S. Paolo è stato previsto uno spazio interno accessibile al pubblico. Così anche per il Centro Direzionale Lavazza, dotato di una caffetteria destinata al pubblico.

Quanto ai costi, in questa particolare occasione non c’è discussione: 7,5 milioni, ma non peserà sulla Città. Anzi.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

www.urbancenter.to.it

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