C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Abitare una Casa per abitare un quartiere

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Il 6 e 7 maggio la Rete delle Case del Quartiere di Torino e Animazione Sociale – Il mensile degli operatori sociali- organizzano il Convegno nazionale “Abitare una Casa per abitare un quartiere”.

Una sintesi del percorso che ha portato dapprima alla nascita delle varie Case e poi al loro avvicinamento e coordinamento, ma anche una tappa di rilancio dell’esperienza, alla luce delle potenzialità che ha saputo sin qui esprimere, della sua aspirazione a rendersi economicamente sempre più autonoma, e degli spunti offerti da realtà analoghe esistenti in altre città italiane ed europee.

Quella delle Case torinesi è un’espressione se non unica certo molto peculiare di auto-organizzazione urbana diffusa, con un suo sviluppo armonico per quanto eterogeneo nei diversi quartieri, che ha trovato terreno fertile nel tessuto sociale riuscendo a ricondurre le specificità dei singoli territori, e dunque la varietà delle iniziative, dentro un orizzonte comune d’azione, inclusivo e per molti versi inedito.

Nate grazie alla disponibilità di risorse e spazi pubblici – con il coinvolgimento del Comune e il contributo della Fondazione San Paolo – le Case si sono però affermate al di fuori del perimetro più strettamente istituzionale, offrendo ai cittadini servizi estremamente accessibili perché perlopiù di natura informale, e proposte sempre tagliate sulle esigenze che i cittadini stessi hanno via via rappresentato in termini di aggregazione, formazione, sostegno logistico e cultura.

Concretezza, partecipazione, mediazione, accoglienza, rispetto e sostenibilità sono le parole d’ordine che hanno guidato il cammino parallelo delle Case, un cammino costruito sempre nella dimensione del fare, e fare insieme, conciliando anime, bisogni, sensibilità.

È emerso però a un certo punto il desiderio di una rilettura comune, di una riflessione sulla ricchezza sociale e culturale prodotta intesa come capitale da reinvestire. Questo desiderio di compiere un ulteriore, decisivo passo avanti ha trovato orecchie attente nei promotori del bando CheFare, che ha assegnato il proprio contributo 2014 proprio al progetto d’integrazione fra le Case “di Casa in Casa”.
Oggi, grazie anche allo sforzo di rielaborazione condotto con Animazione Sociale, la Rete delle Case si presenta e prova a trarre, dal successo delle sue “buone pratiche”, qualche bussola anche teorica per orientarsi nel del contesto urbano. 2 giorni di incontri, 13 relatori, 18 esperienze nazionali e internazionali a confronto per un calendario ricco e diversificato, proprio come quello che le 9 Case del quartiere propongono ogni giorno ai torinesi vecchi e nuovi. “Abitare una Casa per abitare un quartiere”, per abitare il futuro.

Video del 2014 che illustra le esperienze

Qui la locandina e programma dell’evento. Per maggiori informazioni: www.abitareunacasa.info

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