E’ impossibile vivere senza fallire in qualcosa, a meno che uno non viva così cautamente da non aver vissuto affatto.  (Joanne K. Rowling)

Torino: città interculturale ?

2119_stranieriL’intimo carattere pedemontano ci porta ad un eterno understatement rispetto alle cose della nostra città; proviamo comunque con un certo orgoglio a fare qualche riflessione su un dato, apparso di recente e magari in modo strumentale, relativo ad uno studio congiunto del Consiglio d’Europa e della Commissione dell’Unione europea, del 2011, che aveva collocato la nostra città in posizione elevata di una graduatoria tra le città in Europa maggiormente interculturali.

Dato che potrebbe essere poco proficuo inorgoglirsi di un dato vecchio di 5 anni, un osservatore attento si pone qualche domanda: perché questo studio emerge dopo 5 anni ? E’ una dimenticanza o una strategia ? Il Consiglio d’Europa non ha nulla di meglio da fare ? Cosa serve questa classifica ? E cosa è successo a Torino nei 5 anni successivi ? Questo risultato è ascrivibile ad una Amministrazione comunale o a una linea politica in particolare?

Il metodo del Consiglio d’Europa è stato quello di prendere in esame, attraverso un questionario con parametri predeterminati, lo stato di varie città in Europa per misurare il grado di bontà delle politiche interculturali e di integrazione adottate tra abitanti di diversa nazionalità, che vivono assieme.

Il questionario mirava appunto a valutare una serie complessa di fattori, dai servizi pubblici a quelli scolastici, la presenza o meno di una segregazione etnica in certe aree, le politiche in materia di occupazione e mercato del lavoro, eccetera. Le 17 pagine di relazione in inglese forniscono una descrizione della nostra città e soprattutto delle iniziative che sono state adottate abbastanza esaustiva e, soprattutto, positiva.

Non in tutti i settori Torino si è dimostrata in pole position come città interculturale, ma sicuramente il confronto con altre realtà europee fornisce qualche motivo di soddisfazione: un buon livello generale significa non eccellere in un settore, ma mantenersi ad un livello elevato su tutti i versanti.

Questa analisi potrà anche essere utilizzata, dall’una e dall’altra parte, come strumento per acquisire o mantenere i voti dei cittadini nelle prossime elezioni; a mio avviso nessun risultato è raggiunto solo da un Sindaco o da una Amministrazione, senza il contributo di altre centinaia, se non migliaia di persone. Che sono quelli che a Torino vivono e agiscono, tutti i giorni.

Da torinese che ha vissuto la Torino chiusa e poco ospitale degli anni ‘70, il vero motivo di soddisfazione è vedere come la nostra città sia riuscita a cambiare, a trasformarsi e nello stesso tempo rimanere un po’ se stessa, nonostante le vicende che ha subito, non vissuto.

Trasformazioni industriali, culturali, umane. E’ una Torino sicuramente cambiata, ancora più pronta ad essere città d’Europa, e l’aumento dei turisti che scelgono di venire a visitarla, dimostra che la strada imboccata è quella giusta.

Giorgio Ferraris

giorgiof@vicini.to.it

 

 

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