“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

“Cummenda” o “Bogianen”? Salone del Gusto vs Expo 2015

Si è chiuso “Expo 2015”. Quello vero, quello che si è svolto in una mezza dozzina di location piene di fascino e di storia. Durato 5 giorni, si chiamava “Salone del Gusto/Terra madre”. Un evento il cui significato incomincia dal nome. Non quello fatto di templi di cartapesta, di spettacoli cervellotici e scoppiettanti presentato a Milano nel 2015.

Dove abbiamo pagato un biglietto con un anticipo da “speriamo che non succeda niente fino ad allora”, ad un prezzo condizionato dall’andamento giornaliero delle vendite. Abbiamo visto due o tre attrazioni, come al circo, scegliendo tra quelle che presentavano code inferiori al paio d’ore. Dove abbiamo mangiato un panino stantio portato da casa su consiglio degli amici che erano andati in avanscoperta: perché se mangiavi, addio visita. E il cibo? Bisognava fare una puntata speciale di “Chi l’ha visto”. La fiera dell’architettura, con stand avveniristici, dove le proiezioni su wall screen erano l’unica possibilità di vedere qualcosa che riportasse come argomento il cibo nel mondo.

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Parlando con coloro che hanno visitato Expo, a distanza di un anno, l’unico argomento di discussione resta la bellezza o meno dei singoli padiglioni, la tipologia costruttiva, le code interminabili, ma nulla che ricordi il cibo.

A Torino tutto diverso.

Bastava assistere alla sfilata dei partecipanti provenienti da 153 paesi del mondo, venerdì sera, in piazza Vittorio Veneto, in via Po, conclusa in piazza Carlo Alberto, con in testa Carlin Petrini, i cui occhi luccicavano di entusiasmo, che contagiava tutta la piazza, stracolma di gente, di bandiere, “torinesissimi signori di mezza età con giovani contadini delle Filippine, studenti del Politecnico e casari azeri” commenta Petrini (La Stampa, 26 settembre).

Nuovo

Nei prossimi giorni fioccheranno i numeri della manifestazione: già sappiamo di oltre 7000 delegati per Terra Madre, 430 bancarelle, migliaia di giovani, 60% di rifiuti riciclabili (per Milano siamo in trepidante attesa di sapere a quanto ammontano i debiti che la comunità nazionale dovrà pagare e come sarà utilizzato il sito), ma intanto qualche soddisfazione ce la siamo tolta. Un modesto frequentatore di pizzerie come chi sta scrivendo ha potuto accompagnare un nipote intriso di Master Chef planetari ad assaggiare scaglie di formaggio ed esotiche (magari improbabili) composte di frutta provenienti da tutto il mondo. Comprare un barattolino di polvere di tartufo (ci perdoni Cannavacciuolo), pure pagato a caro prezzo, ma lo ha scelto lui. Partecipe, non stando alla finestra.

Proprio nel giorno in cui viene consacrata «capitale mondiale del gusto» grazie a questa straordinaria edizione del Salone di Slow Food, Torino lancia una nuova sfida internazionale per consolidare ulteriormente questo suo ruolo di capofila._MG_8600

Nelle scorse ore è infatti stato presentato, dall’assessorato alla cultura e al turismo della Regione Piemonte, il dossier di candidatura per ospitare sotto la Mole l’edizione 2018 delle finali europee del Bocuse d’Or, il più importante e celebrato premio di alta cucina, vero e proprio campionato del Mondo del settore.

Questi sono fatti, che evidenziano la capacità organizzativa di questa città,  che bada al “sodo”, che sa elevare al massimo livello le sue capacità e la sua concretezza. Ed a proposito di questo bisogna  ricordare che il merito di questo successo ed organizzazione va alla giunta precedente del sindaco Fassino, sapendo che questo sarà comunque uno stimolo per la neo sindaca Appendino, per rispondere al meglio con l’organizzazione delle prossime manifestazioni.

Auguriamo altrettanta fortuna alla Fiera del Libro di Milano, sperando per i lettori, che non si tratti nuovamente di una passerella commerciale in oro zecchino e fuochi artificiali. E per tutti noi, che i costi se li paghino gli organizzatori.

Continuando con questo impegno, siamo sicuri che il prossimo Salone del Libro di Torino del 18 -22 maggio 2017, avrà il successo delle precedenti edizioni a dispetto dello “scippo”.

Per quel che ci riguarda vorremmo continuare a partecipare, non stare in platea.

Gianpaolo Nardi & Angelo Tacconi

gianpaolon@vicini.to.it

 

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