“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

La Sindaca Chiara Appendino incontra i cittadini al mercato di Corso Sebastopoli

Venerdì 9 settembre.

Alle 8 del mattino ci sono già alcuni capannelli: non è difficile riconoscerla, è più alta della maggior parte delle persone che la circondano. Sono mamme che discutono del “panino a scuola”, tema oggetto di dibattuto in varie sedi istituzionali. Il diritto di portare il cibo a scuola viene rivendicato sia per motivi economici, sia perché “il bambino non mangia niente”. La Appendino risponde con una certa cautela: il diritto alla mensa rimane fondamentale, e invita ad iscriversi alla mensa: “fidatevi”.chiaraappendino

Alcuni dipendenti comunali chiedono chiarimenti su aspetti organizzativi della Città.

Ci si inoltra nel mercato: gli esercenti gradiscono e ricambiano il saluto, qualcuno mugugna sulle tasse e sui costi crescenti delle loro attività: uno sbraita, però con un sorriso sulle labbra, “noi qui ci facciamo un c…così” ma poi si fionda sul selfie con la Sindaca. Lei si sporge su un banco in cui è appesa una fila di provole: “buongiono!”. Dall’altra parte del muro di provole si affaccia una ragazza dall’aria sorpresa: non l’ha riconosciuta subito. La sensazione è che Appendino stia per presentarsi “piacere, sono il sindaco…”.

L’atmosfera è amichevole. Una ragazza con un taccuino in mano mi chiede “ma l’avete mai visto questo, con Fassino?”. No comment, mi appello al Quinto Emendamento.

Qualche cliente, per lo più persone anziane, si lamenta dell’ingorgo: è appena poco di più del solito, ma ne approfittano per dichiarare il disagio ad alta voce. Giustamente: il sabato non c’è spazio neppure per i piedi e i carrelli della spesa che ti ci passano sopra pesano chili.

Una signora chiede permesso, si fa largo e si avvicina: vuole solo stringerle la mano e augurare buon lavoro.

Un motivo serio di preoccupazione per i mercatali deriva dalla normativa per il rinnovo delle concessioni sulle aree pubbliche, la cosiddetta Bolkenstein. Secondo l’Assessore al Commercio Alberto Sacco che fa parte del gruppo, non è affatto certo che la norma si applichi al commercio ambulante. L’amministrazione si sta preparando a tenere le gare, dice l’assessore, che tuttavia per l’assegnazione dovranno tener conto di alcuni criteri basati su professionalità e anzianità di esercizio. C’è il rischio di creare “gravi problemi alle piccole imprese locali, consegnandole all’incertezza e alla precarietà”, dichiarava la Sindaca in Agosto (ANSA 25 agosto).

Dei problemi del quartiere non si è accennato: viabilità, accessibilità ai mezzi pubblici, barriere architettoniche. Ma forse non erano tempo e luogo. A proposito: una graziosa collaboratrice ci consegna dei biglietti da visita dell’Ufficio del Sindaco, Rapporti con i Cittadini. Riceve su prenotazione. (01101123330, urc@comune.torino.it).

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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