“è meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita”

(Rita Levi Montalcini)

Di ritorno dalla Riviera Ligure: il “pane in attesa”

Per molti di noi la Riviera di Ponente è meta frequente durante l’estate.

Il panificio diventa, come la spiaggia, un punto di riferimento: chiedi che fine ha fatto il tuo pizzaiolo abituale (acc! è fuggito con una cubana lasciando famiglia e un mare di debiti), dove si compra la frutta di stagione del luogo e tante informazioni che altrimenti, in quanto straniero ed ospite per lo più indesiderato, ti sarebbero precluse.

Così viene spontaneo chiedere cosa significa quel cartello che dice “pane in attesa” e “per i bisognosi” sotto un cesto di pane.

La gentile proprietaria dell’ Angolo del Pane ci informa che si possono comprare delle pagnotte che verranno messe in un sacchetto e che potrà prelevare chi lo desidera: senza giustificazioni o commenti.

Si tratta, spiega l’esercente, di un’usanza nata nel napoletano: un cliente ordina un caffè extra che rimane “sospeso”. Quando una persona bisognosa entra nel bar può chiedere se sia rimasto un “caffè sospeso”, e ricevere la tazzina come se gliela avesse offerta lo sconosciuto cliente.

L’iniziativa sta prendendo piede in varie botteghe di alimentari, ma il panino “in attesa” rappresenta la formula che meglio si presta ad essere diffusa. Che dovrebbe convincere anche coloro che  sono dubbiosi circa la reale destinazione delle proprie offerte: difficile credere a un riciclaggio di pagnotte.

Chi sono i beneficiari di questa iniziativa? Per lo più anziani, non necessariamente gente del posto.

Ad ogni buon conto, il forno cuoce un cesto di pane in più ogni settimana da donare alla Caritas locale.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to it

pane in attesa

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