C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Una nuova ‘location’ per il libero scambio a Torino.

Ponte Mosca

Libero scambio e crisi economica, libero scambio e carenza di disponibilità monetaria di nuclei a basso reddito: sono temi che, dal 2009 in poi, la perdurante situazione di crisi ha portato prepotentemente alla ribalta.

A voler essere precisi, il libero scambio nella sua accezione più pura, è un sistema di commercio nel quale le merci circolano attraverso i confini senza barriere di alcun tipo; nella fattispecie della nostra città, si tratta di forme di commercio spontanee e poco regolamentate che dopo aver preso piede in varie aree, sfuggono a ogni forma di controllo e garanzia sia dal lato del venditore che dell’acquirente.

L’Amministrazione Comunale di Torino si è attivata per rivedere come tali aree sono gestite, andando oltre il semplice controllo del fenomeno. Il disegno ambizioso è quello di rendere il libero scambio uno spazio bello e sicuro, che possa diventare una risorsa positiva per la città.

Il nuovo modello prevede la rotazione di un’unica area su diversi spazi, per periodi di un anno. Il primo spazio identificato dalla Giunta con recente delibera, è quello di Ponte Mosca, che sarà messo a disposizione dalla Città Metropolitana, dove il libero scambio potrà svolgersi con un maggior controllo sia il sabato, sia la domenica a partire dal 1 gennaio 2017.

Saranno poi individuate nuove aree sulle quali attivare la rotazione, con un indennizzo per le Circoscrizioni coinvolte. E’ in previsione la revisione del regolamento n. 316 che regola il funzionamento e i meccanismi di concessione di tali aree, scritto nel 2006 e ormai superato dall’evoluzione del fenomeno.

Grazie anche al progetto Co-City, che l’Unione europea ha approvato e finanziato con 4,5 milioni di euro, sarà possibile finanziare le necessarie opere di adeguamento delle aree prescelte.

Co-City prevede di ridare una funzione  a spazi urbani attraverso il meccanismo dei patti di collaborazione definiti dal nuovo regolamento cittadino sui beni comuni.

Giorgio Ferraris

giorgiof@vicni.to.it

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