“A volte si ha così tanta paura di morire, che ci si dimentica di vivere.”

(OMAR SY – Samuel, nel film “Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse”)

Nella vecchia fattoria. Presentazione del libro “Farmageddon”

“Al massimo dei suoi poteri, il presidente Mao dichiarò guerra ai passeri. Deciso a dare il turbo alla produttività cinese, il leader comunista decise che gli uccelli mangiavano troppo grano. Un giorno nell’inverno del 1958 mobilitò la popolazione cinese per sterminarli. La campagna fu coordinata spietatamente, come se gli uccelli fossero un nemico qualunque.

Furono date istruzioni, raccolte armi, e i mezzi di comunicazione ripetevano martellanti l’importanza di questa vittoria.

All’alba del giorno stabilito, tutti, giovani e vecchi, nelle campagne e nelle città, si riunirono per lanciare un attacco simultaneo.

Ciascuno aveva un ruolo, dal vecchietto che sotto un albero agitava le bandiere e sbatteva pentole e tegami per spaventare gli uccelli alle scolarette pronte a sparare con i fucili ai passeri in fuga, ai ragazzi che si arrampicavano sugli alberi e buttavano giù i nidi, schiacciando le uova e uccidendo i pulcini.

…Troppo tardi il regime comprese che i passeri non erano parassiti che rubavano il raccolto, ma elementi vitali per la catena alimentare. Con la loro scomparsa gli insetti di cui si nutrivano prosperarono. La popolazione di locuste aumentò senza controllo, così come le cavallette. Gli insetti divorarono i raccolti, e seguì una carestia…l’equilibrio della natura era talmente sbilanciato che si parlava anche di importare i passeri dall’Urss.”

E’ la prefazione di Farmageddon, un libro inchiesta scritto da Philip Lymbery, Direttore di CIWF (Compassion in World Farming) International – insieme a Isabel Oakeshott, giornalista del Sunday Times, frutto di un’indagine nei cinque continenti che ci rivela gli impatti degli allevamenti intensivi non solo sugli animali, ma anche sull’ambiente e della salute delle persone, cercando soluzioni alternative per un cibo migliore e un’agricoltura migliore.
l libro viene pubblicato ora in Italia, dove, per quanto la situazione venga dipinta migliore rispetto all’estero, il modello zootecnico intensivo descritto nel libro domina indiscusso.

Alcuni dati, tratti dal sito del CIWF

  • Oltre il 50% dei cereali prodotti in Italia è utilizzato per nutrire gli animali
  • Ogni giorno in Italia  solo gli allevamenti dei suini producono 52mila tonnellate di letame Il 79% delle emissioni di ammoniaca prodotte in Italia proviene dall’allevamento
  • Il 71% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali. Per kg di biomassa, il consumo degli animali è il doppio di quello delle persone (mg di antibiotici per kg di popolazione e animali in Italia). L’Italia è il terzo maggiore utilizzatore di antibiotici negli animali da allevamento in Europa.
  • Il 72% delle emissioni di gas serra generati dall’agricoltura sono prodotti dall’allevamento

Il libro viene presentato

 Venerdì 2 dicembre ore 21 –

Cascina Roccafranca – salone
Interviene Annamaria Pisapia, Direttrice di CIWF Italia Onlus

Emblematici il titolo, evocativo di morte e distruzione, ed il nome dell’associazione che all’abuso contrappone la compassione per gli animali:#BASTAGABBIE, uno degli slogan.

http://www.ciwf.it

A cura di

animalincittà

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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