“Oramai siamo carne e telefonino: la memoria non è più nella testa, ma nello smartphone”.

(Vittorino Andreoli)

Terzo appuntamento per Superottimisti

Mercoledì 9 novembre scorso presso il Centro Anch’io, lo staff del progetto ha incontrato i cittadini di S. Rita per il terzo appuntamento di Superottimisti, dedicato al lancio della raccolta di materiale cinematografico in formato amatoriale come il superotto.

La serata era incentrata sulla proiezione di due documentari realizzati da Gino Brignolo a partire dal 1959.

Figura di cineasta professionista quasi a sua stessa insaputa, (oggi si definirebbe un videomaker), realizzava le sue opere, racconta il figlio Gino, con una cinepresa nascosta in una borsa da viaggio da cui spuntava l’obiettivo. La macchina da presa era fissata al borsone tramite alcune bandelle di metallo del “meccano”, (per chi non lo conoscesse è il gioco di costruzioni al quale venivano iniziati tutti i discendenti degli operai FIAT) ed il figlio veniva cooptato per nascondere l’obiettivo fino al momento in cui iniziava la registrazione. Ovviamente, la presenza dell’obiettivo avrebbe falsato il comportamento dei soggetti.

Gino Brignolo inizia a raccontare momenti di vita cittadina: dalla pesca con le reti a bilancia, alle domeniche a Porta Palazzo (soggetto del cortometraggio Domenica in città), all’idolatria dell’auto, feticcio alle cure del quale si dedicavano a centinaia i maschi adulti la domenica sulle rive della Dora.

Fino a seguire, frutto del proprio interesse politico e sociale, gruppi di immigrati nella propria grama vita quotidiana.

Nasce da lì “Torino amara”, il secondo documentario proiettato nella serata: la ricerca di un lavoro che permettesse loro di ricongiungersi con le famiglie, il caporalato, la raccolta dell’immondizia coi forconi e le ceste di vimini (merita di soffermarsi a riflettere un cartello con la scritta “non si affitta a meridionali” a stampatello su un cartone ritagliato a casaccio).

Nel 1979 Gino Brignolo smette di produrre filmati: il figlio Silvio per molti anni custodisce il materiale in un armadio fino a quando, in occasione dell’edizione ’93 di Festival Giovani, il materiale gli viene richiesto per essere riversato e pubblicato; verrà poi utilizzato anche da Giuseppe Tornatore. Brignolo rimane una figura che merita di essere approfondita: sceneggiatore (scrive i testi su un quaderno prima di iniziare le riprese), regista, montatore, con propria attrezzatura completa, il bagno usato per sviluppare la pellicola con grave disagio dei familiari, ricorda Silvio.

Prossimo appuntamento

Giovedì 17 novembre ore 21,00, Casa nel Parco, Via Panetti 1, ingresso libero.

Presentazione del progetto a cura dell’AMNC e del nostro giornale online VICINI e lancio della raccolta sul territorio, attraverso la proiezione di una selezione di immagini dell’archivio e del film Senzachiederepermesso di Pier Milanese e Pietro Perotti (Italia 2015, 95′) alla presenza degli autori.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

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