C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Incontro con Alessandro Barbero: “Le Parole del Papa”

Si è tenuto venerdì 2 dicembre, presso la Casa di Quartiere Cascina Roccafranca, il secondo appuntamento del progetto “Leggermente. Incontri con gli autori”.

L’incontro, organizzato in collaborazione con le Biblioteche Civiche e la libreria Gulliver, ha visto come protagonista lo scrittore e storico medioevalista Alessandro Barbero, nella presentazione del suo ultimo saggio Le Parole del Papa. Da Gregorio VII a Francesco edito da Laterza. In sala, un pubblico numeroso e attento.Le parole del papa1

Il libro, come spiega Barbero, nasce dall’idea di indagare il linguaggio dei Papi nei secoli e la sua evoluzione attraverso di essi: dalla franchezza e libertà delle parole dei Papi medioevali fino al linguaggio ecclesiastico moderno, cui siamo abituati.

Perché “in ogni epoca, il modo in cui i Papi parlano al mondo rispecchia il rapporto della Chiesa col mondo, che non è sempre lo stesso: ci sono epoche in cui la Chiesa si sente forte ed epoche in cui la Chiesa si è sentita debole […] e il linguaggio dei Papi ogni volta rispecchia esattamente quella situazione” afferma l’autore.

Barbero, dunque, con il suo romanzo non si propone solo di analizzare le parole, ma la storia stessa, il suo ripercuotersi e intrecciarsi indissolubilmente con il linguaggio dei Papi.

Lo storico propone allora alcuni esempi, a partire da Gregorio VII, protagonista di quella ‘lotta per le investiture’ volta alla conquista del massimo potere temporale da parte del Papa, opposto all’Imperatore. Ciò su cui si focalizza l’autore è però la bolla di scomunica del “cosiddetto imperatore”, nella quale Gregorio IX compie una vera e propria aggressione verbale verso Federico II, argomentata da riferimenti biblici volti a dimostrare e a sostenere la tesi del Papa, quasi con fare giuridico (come fa notare Barbero).

L’autore ci racconta inoltre la “Unam Sanctam” di Bonifacio VIII, “un giurista” sulla stessa scia di Gregorio, per passare poi ad illustrare il linguaggio dei Papi rinascimentali con Leone X, che inneggia all’ubbidienza assoluta dei fedeli e abbandona la prassi medioevale della dimostrazione di veridicità.IMAG2236_1

Si giunge quindi ai Papi di epoca moderna, con Gregorio XVI che si schiera dalla parte dei governanti contro le idee di riforma della Chiesa, la Scienza, l’Illuminismo, la libertà di coscienza, di opinione e stampa, suscitando l’ironia dello scrittore: “…E sembra quasi di vederlo, con i libri che gli stanno crollando addosso”.

Si prosegue con Leone XIII, che dichiara l’uomo in possesso di libertà personale e adotta un linguaggio misurato simile a quello dei Papi che conosciamo; Benedetto XV, poco incisivo con le sue parole durante la prima guerra mondiale (di pari passo con l’isolamento della Chiesa in quel periodo); Pio XI nell’era del fascismo, con una politica di compromesso e la stipulazione del Concordato; Giovanni XXIII, per la volontà libera dell’uomo e i diritti nella sua “Pacem in Terris”, commentata da Barbero con un sorriso: “mi immagino qualche Papa suo predecessore che si contorce nella tomba”.

Da ultimo, l’autore racconta Paolo VI, Papa con l’intento di proiettare la luce del Vangelo su questioni sociali (secondo l’esempio dei suoi immediati predecessori) con gergo economico o linguaggio biblico a seconda alle circostanze.

Ecco, io sono arrivato fin qua […] dopo non mi sono spinto. Sì, ho parlato di Francesco come punto di riferimento, però io credo che lo storico debba fermarsi ad un certo punto: il presente e il passato recente, sono difficili da valutare. […]  Dopo Paolo VI, abbiamo avuto Papi diversissimi: Giovanni Paolo II e Francesco […] e nessuno oggi saprebbe dire quali delle loro parole resteranno nella storia, questo lo sapranno gli storici fra cent’anni, ma non lo so io adesso, e quindi non ve lo posso dire” ironizza Barbero, infine.

L’incontro si conclude con alcune domande e interventi proposti dal pubblico, le risposte dell’autore, e calorosi applausi finali.

Matilde Rossin

matilder@vicini.to.it

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