C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno.

Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà.
(Madre Teresa di Calcutta)

Vicini nel mondo: il dopo Brexit dei nostri concittadini

Brexit series for FT.

Monica è una veterinaria che ha esercitato per alcuni anni qui a Torino. Poiché sbarcare il lunario in questa professione a Torino è difficile e frustrante, si è poi trasferita vicino a Londra. In Gran Bretagna il proverbiale amore per gli animali, come dire, aiuta anche il medico che se ne prende cura.

Oggi vive insieme ad Andrea, il suo compagno, a East Grinstead, una manciata di chilometri da Londra.

Un suo rientro in Italia per le feste è diventato una ghiotta occasione per chiederle un suo punto di vista sulla Brexit.

Vicini

“Un tema che dalla nostra informazione è scomparso, soprattutto a causa del nostro referendum costituzionale, trasformatosi in malaugurata chiamata alle armi per gli scontenti su tutto e che a molti ha ricordato appunto quello britannico. Ricordo che all’alba del day after i giornalisti rincorrevano la gente per le periferie britanniche per spiegare loro cosa era successo e quali danni si dovevano attendere. E c’era anche sincera preoccupazione per i nostri connazionali, soprattutto giovani, che qualcosa rischiavano (una prima versione, accreditata da alcuni parlamentari, è che tutti avrebbero perso il posto di lavoro e magari anche i diritti civili).

Monica

Personalmente ti posso dire che noi siamo rimasti veramente delusi dal risultato del referendum e che mi sembra in segno di chiusura mentale e sociale. Purtroppo -sempre personalmente- ho notato negli anni una differenza nelle reazione di alcuni British quando mi incontrano e capiscono che sono straniera. Mi spiego; nel lontano 1998 quando studiavo radiologia al Royal Vet College essere Italiana era affascinante, erano tutti incuriositi e amichevoli e mi chiedevano cosa facessi in UK etc etc.

Ultimamente mi e’ capitato sempre più spesso di sentirmi chiedere con tono circospetto se sono polacca; quando rispondo italiana cambiano tono…non so se sia una mia impressione.

Vicini

“I giornali locali non sembrano dare adito a preoccupazioni. Il Guardian in sostanza, della Brexit dice un po’ tutto ed il contrario di tutto: ad oggi non si sentono effetti negativi, ma ci sono segnali di un impatto imminente: la sterlina è sotto pressione, una sterlina debole porta come conseguenza l’aumento dei costi delle importazioni (da cui il Regno Unito è particolarmente dipendente) e quindi inflazione. Ci sono anche segnali di minori investimenti ed occupazione ed una stretta dei consumi. Una stretta dei salari è una tendenza che tuttavia continua da molti anni precedenti alla Brexit.”

Monica

“Sinceramente non sono molto informata sulle situazioni locali nelle varie zone.

Per fortuna io e Andrea siamo tranquilli, lui ha in ottimo lavoro (e il CEO della company ha mandato una bella email dopo il risultato dicendosi molto dispiaciuto e dando rassicurazioni al personale straniero) e io ho la mia piccola company e il lavoro non mi manca. Siamo qui da quasi 13 anni e sicuramente nessuno ci caccerà mai.

Noi facciamo parte della middle class, come professionisti con reddito nella fascia alta dello scaglione tax (40%) o almeno credo. I nostri client sono quasi tutti middle/upper class perche noi lavoriamo come specialisti.  Stando all’Ordine dei vet pare che il 25% dei vet in UK sia straniero e quindi ci dicono di stare tranquilli.”

Vicini

“Quanto ai sentimenti dei cittadini comunitari, mi ha colpito lo sfogo di una vostra collega “immigrata”…” Mi dicono” commenta la nostra connazionale” non è per la gente come te. E’ per gli altri. A quanto pare sono una straniera.. utile. Quindi, chi sono gli altri? Gli idraulici polacchi? I raccoglitori di frutta lituani? Le infermiere spagnole? I medici greci? O i provvidi turisti, quelle mitiche creature che, come il mostro di Loch Ness non si è mai riusciti a pizzicare?

Tornando a noi, perché il CEO di Andrea si è sentito in dovere di garantire “supporto”? In fondo qualche rischio potreste correrlo. Sai che da noi la Lega Nord, tra gli slogan che sbandiera, c’è “prima gli italiani””.

Monica

“Purtroppo alcune persone con cui ho lavorato mi hanno fatto esattamente lo stesso discorso, non ce l’abbiamo con te, tu sei diversa ma non vogliamo immigrati…davvero! e credo che in parte questo sia stato un grosso motivo ad aver fatto la vittoria del Brexit, la promessa di bloccare l’immigrazione da parte di Farage e co.

Il Ceo di Andrea si e’ sentito in dovere di scrivere una lettera per fare capire ai dipendenti che non tutti ce l’hanno con gli immigrati, perché ci sono stati episodi di aggressioni (non da noi ma riportati dai media) verso stranieri.

Il clima post referendum era gelido e teso in generale, con due schieramenti opposti, chi infuriato e chi gongolante. Per fortuna la maggior parte delle persone UK che conosco non sono xenofobe e molte si sono indignate ancor più di noi.

Detto ciò, stavamo studiando per fare il test per la cittadinanza, avevamo quasi tutti i documenti pronti e poi il Brexit ci ha “feriti” e non abbiamo mandato la domanda perché non siamo sicuri di voler diventare cittadini di questo Paese.”

Vicini

“Sempre sulla stampa ritorna infine un aspetto molto sottolineato qui da noi: il costo delle case. Era uno spauracchio per la finanza immobiliare prima della Brexit; una previsione è che imprese e traders sarebbero fuggiti, facendo crollare il mercato. Non è successo, ma sembrerebbe che un rallentamento dei prezzi potrebbe favorire il cittadino comune che è soggetto alla scarsa disponibilità di case. Possibile? Sono alti i prezzi della case? Vivete in affitto o anche voi vi siete lasciati affascinare da mattone come tutti gli italiani?”

Monica

“Noi abitiamo a East Grinstead, West Sussex (vicino a Gatwick) in una casa di proprietà (con mutuo). Per quanto riguarda il mercato immobiliare te lo confermerò presto perché metteremo la casa in vendita a febbraio per andare ad abitare dove Andrea lavora adesso (Hampshire). Sembra che non ci siano state ripercussioni vere sul mercato.

La mia opinione personale e’ che la storia che i prezzi a Londra si siano abbassati e favoriscano la gente normale sia una bufala perché sono comunque appartamenti da milioni di sterline, quindi non da gente comune.”

Vicini

“Quindi, prossimo futuro all’insegna dell’ottimismo?”

Monica

“Quando la pasta di Gragnano scomparirà dai supermercati (come nei miei ricordi di ragazzina) chiederò a tutti gli amici di mandarmi un pacco di cibo ogni tanto ! :)”

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

https://www.theguardian.com/higher-education-network/2016/jun/21/for-the-first-time-in-18-years-i-dont-feel-welcome-in-britain

https://www.theguardian.com/business/2016/dec/21/brexit-economy-referendum-inflation-uk-2017

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