"Non potremmo in alcun modo capire il futuro se non tenessimo conto del passato." Giorgio Angelo Livraga

Conclusa la nona edizione di Mozartiana , 50 ore di musica “Nacht und Tag”

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Si è tenuta sabato 28 e domenica 29 scorsi la nona edizione di “Mozart Nacht und Tag”, maratona musicale per festeggiare la nascita di Mozart, organizzata dall’Associazione Baretti. 50 ore di musica suonata anche al di fuori dei luoghi abituali per la musica classica: “La Stampa” parla di 7000 presenze (La Stampa, 30 gennaio, Emanuela  Minucci) con pubblico record alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, ed al Conservatorio «Giuseppe Verdi».

Al Teatro Baretti, ci riferiva uno degli organizzatori, Corrado Rollin, alle 16 di domenica 29 c’era una coda all’esterno che sconsigliava
anche solo di andare a dare un’occhiata. A dimostrazione che Mozart non è solo per pochi, e che, vista la nutrita Quartetto d'archi Eridano (2)presenza di giovani, non è vietato ai minori.

Al centro della manifestazione il Teatro Baretti e la sua organizzazione, ma la musica, oltre all’Auditorium “Vivaldi” della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ed al Conservatorio Giuseppe Verdi ha preso anche altre vie. Siti prestigiosi come il Circolo dei lettori, il Salone d’onore del Castello del Valentino, l’ Alliance française di Torino e Palazzo Reale; luoghi di culto, le Chiese dei Santi Pietro e Paolo Apostoli e della Misericordia, e Tempio Valdese. E ancora “Luoghi comuni-Residenza temporanea San Salvario” e la Casa del Quartiere di San Salvario.

I musicisti sono tutti volontari e provengono dai Conservatori di Torino, Alessandria, Novara, Cuneo.

Alla Casa del Quartiere di San Salvario, il concerto del Quartetto per archi in re minore K 421 interpretato dal Quartetto Eridano (Paolo Calcagno e Davide Torrente, violini, Diego Villani, viola, Clarissa Marino, violoncello del Conservatorio di Torino) e i duetti per flauto (Duetto op. 75 e Due duetti per flauti da Die Zauberflöte K 620) interpretati da Sarah Cibrario e Fabiola Guida, (Conservatorio di Novara) hanno quasi riempito la sala.

Ma i 99 posti sono diventati insufficienti per la proiezione de “Le nozze di Figaro”, opera buffa scritta da Mozart all’età di 29 anni. Una produzione prestigiosa del 1981 del Teatro alla Scala con la regia di Giorgio Strehler.

Un’opera vivace e carica di sensualità che nasce modernissima, sottolinea Rollin, in contrasto con le opere dell’epoca che rappresentavano per lo più vicende di déi e personaggi mitologici che facevano il loro ingresso in scena calati dal cielo. Qui invece la scena si apre col protagonista che annota dei numeri, misurando una stanza col metro per valutare se ci potrà stare il letto matrimoniale: come un prossimo sposo dei nostri che stia per accompagnare la futura moglie all’IKEA.

Rollin ricorda che l’opera è in italiano. E che in ogni momento della giornata, nel mondo, dalla Norvegia alla Nuova Zelanda, ci sono almeno cinquanta luoghi in cui si parla italiano, nelle opere liriche che vengono di continuo rappresentate. Perché Verdi, Rossini, Bellini, rappresentano col melodramma l’eccellenza della cultura musicale italiana, come Beethoven per la Germania (o, per buona misura, come Bob Dylan per l’America).

Coordinamento artistico di Corrado Rollin e Giorgio Griva

Organizzazione Associazione Baretti in collaborazione con

  • Associazione Concertante-Progetto Arte&Musica,
  • Chiesa Valdese di Torino,
  • Il Circolo dei lettori,
  • Casa del Quartiere di San Salvario,
  • Politecnico di Torino
  • Conservatori di Torino, Alessandria, Cuneo e Novara

Presentazioni a cura di Corrado Rollin, Giorgio Griva, Attilio Piovano e Roberto Monaco

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

 

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