"C’è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare dall’intelletto." (GK Chesterton)

Leggermente con Ester Armanino e Riccardo Gazzaniga

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Si è tenuto presso la Biblioteca Civica di Villa Amoretti, lo scorso venerdì 3 febbraio, l’incontro con gli autori per la settima edizione di “Leggermente”.

Protagonisti del doppio incontro Riccardo Gazzaniga, con Non devi dirlo a nessuno, e Ester Armanino, con Storia naturale di una famiglia, che affrontano il tema della comunicazione genitori-adolescenti; e per questo coinvolti anche nel progetto “Leggermente in classe” (incontri con gli autori per i ragazzi delle classi II , III e IV superiore).Gazzanica

E’ Stefania, della libreria Gulliver, a porre agli autori le domande del gruppo di lettura: I vostri due romanzi possono essere definiti come romanzi di formazione? […] Qual è il denominatore comune? Noi abbiamo visto un’assoluta mancanza di comunicazione tra adolescenti e mondo adulto, l’avete vissuto anche voi così?

Sì, il romanzo di formazione, nel caso di Storia naturale, è un romanzo di trasformazione e di deformazione, e questa trasformazione attraverso cui passa la protagonista Bianca, 15 anni, è rappresentata dalla muta, che farà la madre e che farà anche lei, che è poi come gli insetti […] quindi la formazione passa anche attraverso la trasformazione di sé. … La comunicazione. Io penso che quando la nostra comunicazione non è efficace è perché si mettono in atto quelle dinamiche in cui o si parte dall’essere genitori e avere ragione a prescindere, o si parte dall’essere figli e quindi ‘perdenti’ a prescindere. Quindi sì, nel mio romanzo ci sono il mondo adolescente e quello adulto che, in un certo senso, collidono, e la famiglia che va a pezzi, nella storia, comporta un ‘imparare a comunicare’: nel caso di Bianca con la madre” spiega Ester.

Interviene Gazzaniga: “Io comincio da un’idea che è la mia. Io, quando scrivo, racconto una storia, non ho mai una vera e propria idea di universalità. E’ una storia che ha, soprattutto in questo caso di storia legata all’infanzia, una forte componente autobiografica. […] la comunicazione genitori-figli, nel mio libro, è latitante, è assente. Lo è perché io ho vissuto questa esperienza.

Nel libro, gli adulti parlano tra di loro, e così i ragazzi. I figli non capiscono gli adulti e i genitori non fanno troppa attenzione a ciò che dicono i figli, ma allo stesso tempo “Pensano di non essere ascoltati” come afferma l’autore. “E’ fondamentalmente un libro sull’ ‘incomunicabilità’, sul non-coraggio di parlarsi, perché non si sa come fare”.

Stefania descrive brevemente i  protagonisti dei due romanzi: Bianca, 15 anni; e Luca, 13. Entrambi in trasformazione. Mentre Bianca appare però quasi più adulta dei genitori, in Luca prevale l’aspetto giocoso.

E’ possibile che sia vera l’ipotesi della differenza di genere? Che le ragazze vivano queste situazioni in maniera differente […] e che i ragazzi debbano trovarsi di fronte all’evidenza per capire che sia successo qualcosa? chiede Stefania.

Entrambi gli autori sembrano concordare: “E’ quasi statistico che le ragazze siano sempre un po’ più disinvolte, più avanti […] sono le ragazze quelle che accettano prima il cambiamento” dice Armanino, e “Quello che mi interessava nel romanzo era questo momento di passaggio, di incapacità di accettare quel cambiamento che magari le sue coetanee [di Luca] hanno già accettato” aggiunge Gazzaniga.

La domanda seguente viene posta all’autrice: “C’è un motivo preciso per cui hai scelto il mondo degli insetti per descrivere questa situazione?”

ArmaninoIo sono partita da lì”: Armanino spiega come abbia sviluppato lo sguardo da entomologa che la protagonista Bianca adotta verso la sua famiglia, di come questo altro non sia che “Un tentativo di comprendere ciò che non capisce” e di come ben rappresenti la paura e la confusione che Bianca prova. “La sua crescita avviene quando smette di guardare le cose al microscopio e si accorge che le persone sono persone […] si lascia andare, e fa la sua ‘muta’. Ed è naturale” conclude.

La domanda di Stefania per Gazzaniga è invece: “Cosa prevede per i ragazzi? Internet che ruolo ha? Il modo di comunicare di oggi, le risorse digitali, valgono quanto quelle del gruppo? I ragazzi di oggi, ma anche gli adulti, che reazione hanno avuto nella comunicazione?”

L’autore spiega di aver ambientato il romanzo nell’epoca pre-web (nell’89) perché “Se avessi ambientato questo romanzo nel 2015, non avrebbe retto che per tre pagine”, scherza. “Perché tutte le costruzioni mentali che questi ragazzini fanno, con un click sarebbero state risolte: ‘c’è mai stato qualcuno di morto nel mio paese?’ ‘no’.

Il romanzo finiva. “Invece, ho costruito una trama intera sull’immaginazione […] Tutto questo si regge sulla possibilità di sognare, di immaginare, che in qualche modo la tecnologia o elimina o esaspera” e aggiunge con ironia che per Luca “Internet… è la nonna”. L’autore precisa però di non essere un passatista e anzi, di amare la tecnologia. Conclude poi che viviamo in una società “Che permette un po’ meno di lavorare di fantasia, che accelera i tempi”.

Quali sono i vostri personali stratagemmi per affrontare la vita?” E’ la successiva domanda posta agli autori, la cui risposta sembra essere la stessa per entrambi: la scrittura, per diversi motivi e con diversi significati, ma comunque sempre la stessa.

L’ultima domanda è quindi: “Quando avete scritto avete pensato ad un pubblico adulto? O a un pubblico adolescente?”

 “Quando iniziai a scrivere avevo l’idea che non avrei mai scritto per ragazzi. E neanche di ragazzi. I ragazzi non volevo proprio sentirli nominare” ironizza l’autore. E’ solo in seguito che si accorse delle potenzialità di scrivere dal punto di vista di un bambino. “Non ho pensato a un pubblico, ho pensato ad un libro fruibile da tutti”, conclude Gazzaniga.

Per Armanino, invece, “In questi anni, conoscendo i lettori, uno si rende conto che metà del libro vive attraverso i lettori. Quindi, per me il target è diventato le persone che ho incontrato”.

Seguono alcune domande dei presenti, e tra essi anche i componenti del gruppo di lettura: pubblico partecipe e caloroso durante tutto l’incontro.

Matilde Rossin

matilder@vicini.to.it

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