"Non potremmo in alcun modo capire il futuro se non tenessimo conto del passato." Giorgio Angelo Livraga

Una nuova vita?

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E’ interessante seguire il percorso che ha imboccato la giunta Appendino in questi ultimi mesi dal suo insediamento.

Si tratta, finalmente, in realtà di una presa di coscienza che il lavoro di programmazione sul riutilizzo delle grandi aree, della giunta Fassino, al di là degli inevitabili slogan pre-elettorali, non era poi tutto da buttare o da stravolgere, e di questo bisogna darne atto. Quella del Palazzo del Lavoro era in effetti una situazione da risolvere presto in qualche modo, evitando prese di posizione troppo rigide. In questi giorni filtra finalmente una possibile soluzione che salva come si dice capra e cavoli.

Si auspicava un riutilizzo della magnifica struttura di Nervi, salvandola dallo stato di abbandono in cui da anni versa, trovando investitori in grado di collaborare con il Comune di Torino. Coniugare la nascita di un Museo della Tecnica all’interno del padiglione, con una galleria adibita a centro commerciale, con marchi prestigiosi dovrebbe essere l’uovo di Colombo, per risolvere l’annosa diatriba tra il comitato dei residenti, il comune di Moncalieri e il comune di Torino.

Nei magazzini di Politecnico e Università dove sono custoditi, migliaia di reperti, lascito del passato scientifico, tecnologico e industriale di Torino, i quali finalmente potrebbero trovare una casa presto nel Palazzo del Lavoro, un luogo adatto per esporli.

Abbiamo avviato un dialogo con la proprietà dell’immobile – fa sapere Montanari – per valutare la possibilità di cedere 4 mila mPalazzo-del-Lavoro-Aetri quadri di superficie per la creazione di un museo che custodisca l’imponente patrimonio scientifico, tecnologico custodito dagli atenei torinesi“.

Un progetto su cui, ancora a settembre, lo stesso Montanari e l’amministrazione M5s assicuravano: «Non si farà».

Ora invece, magicamente, non si capisce come mai, pur con qualche “miglioria”, modificando la tipologia di destinazione dell’area ad un nuovo museo e nel contempo salvandone gli alberi, la shopville è riemersa dai cassetti dov’era stata archiviata.

Ma lavoriamo per mitigare l’intervento – precisa il vicesindaco – realizzando un centro commerciale “naturale”. Con buona pace del comitato, durante la campagna elettorale vicino a Chiara Appendino, che ha presentato ricorso al Tar contro l’opera.

Era ora verrebbe da dire. Mi piange il cuore passare davanti a questo capolavoro dell’architettura, e vedere l’abbandono e l’incuria in cui versa da anni.

Speriamo che alle parole come tutti si auspicano seguano fatti concreti.

Noi di Vicini, come sempre, saremo attenti a seguirne l’evoluzione.

Angelo Tacconi

loris@vicini.to.it

 

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