"C’è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare dall’intelletto." (GK Chesterton)

L’informazione locale salverà il giornalismo in Italia?

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Qual è il futuro della stampa locale on line, quali sono i suoi meriti, oltre a quello indubbio di non far tagliare alcun albero? A questa domanda impegnativa ha cercato di rispondere una delle tavole rotonde conclusive della XXX edizione del Salone del Libro di Torino.

Alessandro Cappai, docente di giornalismo digitale al Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino e dal 2011 al 2014 web editor, è convinto che l’informazione “iperlocale” possa raccontare meglio la realtà, se vede la professionalità convinta del cronista ed un forte radicamento della testata nel territorio.

Elso Merlo, direttore responsabile di Rete Canavese Tv, avverte che il giornalista deve saper distinguere tra “comunicazione” e “informazione”. Facendo buona comunicazione si può pure vendere ad un esquimese un frigo, ma attraverso l’informazione l’esquimese capisce che non è stato un buon affare: e in una redazione locale il manipolatore può venire più facilmente individuato.

Vittorio Pasteris, esperto di media e comunicazione, osserva che il giornalista locale ha la realtà a portata di mano. Ma deve volerla cercare, con tutti i rischi che comporta. Infatti, erroneamente ritenuta di serie B, l’informazione locale – a ben vedere – si rivela più difficile. Intanto per i professionisti girano meno soldi: della voce per il sostegno all’online della legge finanziaria non si hanno notizie. Inoltre il giornalista deve avere la schiena dritta, per non essere condizionato né dal piccolo editore che lo stipendia, né dalle istituzioni di cui, operando in una realtà territoriale ristretta, rischia di sentire più fortemente il fiato sul collo. Insomma: si fa maggiore fatica ad essere indipendenti.

È comunque ottimista Enrico Aghilante, fondatore del primo quotidiano on line provinciale in Italia, www.sanremonews.it, e forte dei 630000 e più affezionati lettori, i quali scelgono ogni giorno le sue 11 testate, che coprono Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Montecarlo & Costa Azzurra, invece dei grandi quotidiani nazionali, globalizzati, omogeneizzati e sostanzialmente lontani dalle periferie. L’informazione locale è un ottimo modo di far giornalismo quando sa rendersi necessaria, quando il lettore si riconosce nelle verità raccontate, come accade in esempi eccellenti di stampa locale all’estero: da Berlino, a Londra, a Timisoara.

Ma perché il giornale online sia letto occorre avere una forte interazione con il tessuto sociale e raccontare ciò che gli abitanti di un territorio vogliono sapere, dai fatti di cronaca a dove vanno a finire i soldi pubblici: pertanto, puntualizza Cappai, un buon cronista deve anche saper interpretare bilanci e delibere comunali.

Allora sì, l’informazione locale salverà il giornalismo e – conclude Anghilante – “anche un po’ questo paese.”

Anna Scotton

annas@vicini.to.it

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