"C’è una strada che va dagli occhi al cuore senza passare dall’intelletto." (GK Chesterton)

Presentata la nuova sede del Collegio Carlo Alberto

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È stata inaugurata il 27 ottobre scorso la nuova sede del Collegio Carlo Alberto, ente strumentale della Compagnia di San Paolo che si occupa di ricerca e alta formazione in economia, diritto, scienze politiche e sociali.

Ne parlammo in un nostro articolo nell’aprile dello scorso anno, a seguito di un incontro in cui ancora si dibattevano le soluzioni architettoniche: nella ricerca di sintesi tra il requisito del finanziatore (“un progetto austero”), l’imposizione della Soprintendenza Belle Arti per un progetto rispettoso dell’impianto originale e le esigenze di natura funzionale (un dibattito di alto spessore che mise in imbarazzo il sottoscritto, sprovveduto moderatore).

Dunque ci siamo. Dopo oltre dieci anni di abbandono, l’edificio è tornato a nuova vita grazie all’intervento della Compagnia di San Paolo, che ha in primo luogo acquistato l’edificio per un costo complessivo di 10,6 milioni di euro e ha poi avviato una profonda ristrutturazione, curata da una cordata di architetti e ingegneri che fa capo a Isolarchitetti S.r.l. L’operazione di restauro dell’edificio, sotto il vincolo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della città metropolitana di Torino, è durata due anni e ha avuto un costo complessivo di 10,5 milioni di euro.

Il Collegio Carlo Alberto rappresenta un’eccellenza nel mondo della ricerca economica, sociale e giuridica, ma è anche uno snodo internazionale per la formazione di giovani talenti che arrivano a Torino tutto il mondo. La nostra ambizione è quella di aprirci ulteriormente a collaborazioni internazionali, con programmi di ricerca fondati sull’analisi teorica e che servano anche a disegnare policy in diversi campi. Ora con l’inaugurazione della nuova sede a Torino puntiamo a diventare anche un punto di riferimento nel dibattito economico e culturale della città” ha dichiarato il Presidente del Collegio Carlo Alberto, Pietro Terna.

I lavori di restauro hanno riguardato sia l’interno sia l’esterno dell’edificio. All’esterno sono stati riportati all’antico splendore la facciata, i serramenti, i colori e il portone originali del palazzo, che risale alla seconda metà dell’Ottocento e che nel 1930 acquisì il suo assetto definitivo, grazie al progetto dell’ingegnere Enrico Bonicelli, ideatore a Torino della Promotrice delle Belle Arti.

All’interno, il progetto di recupero del palazzo ha coniugato il rispetto filologico delle parti storiche con le più moderne tecnologie green per l’efficienza energetica. Soluzioni che non erano mai state applicate in Italia nella ristrutturazione di un edificio storico e che quindi fanno del nuovo Carlo Alberto un caso di studio.

Riportata alla sua antica struttura ad archi e ricoperta da un tetto in vetro, come era all’origine nel progetto degli anni Trenta del secolo scorso, l’ex aula magna al piano terra è diventata la Common Room, una sorta di agorà per lo scambio di idee e progetti, uno spazio modulabile a seconda delle esigenze di ricercatori e allievi. L’attuale aula magna invece originariamente non esisteva ed è stata ricavata sotto la Common Room.  Si tratta di un moderno auditorium, con 150 posti a sedere, che può essere collegato in video conferenza sia con la Common Room sia con le aule della didattica. Aule che sono in tutto cinque, tutte al piano terreno, tranne la cosiddetta aula lignea, al secondo piano, dove sono stati restaurati i banchi in legno, la pedana con la cattedra e le lavagne antiche di quella che un tempo era l’aula di merceologia, i cui arredi testimoniano le antiche fattezze del palazzo.

La facciata di via Assarotti sul retro del palazzo è stata demolita e ricostruita, secondo il disegno originale. Il palazzo infatti negli anni Cinquanta, a causa dei danni subiti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, era stato ritoccato, ma senza rispettare le forme originali.  All’interno, su via Assarotti, un nuovo corpo scale, in struttura metallica, collega tutti i piani, eccetto il terzo, e fornisce un accesso diretto all’aula magna.

Il restauro degli oltre 5mila metri quadrati del palazzo di Piazza Arbarello rappresenta l’ultimo tassello di un disegno più ampio della Compagnia di San Paolo nel centro storico della nostra città. – ha dichiarato Francesco Profumo, presidente della Fondazione torinese – “L’area interessata dai nostri interventi parte da corso Palestro, con il restauro dei Quartieri Militari Juvarriani dove si è insediato il Polo del 900, comprende il recupero del complesso del Collegio degli Artigianelli, dove è appena stato inaugurato il teatro diretto da Arturo Brachetti Le Musichall. A questi interventi vanno sommati quelli per i restauri delle 13 chiese del Quadrilatero Romano con un investimento di oltre 9,5 milioni di euro. La Compagnia ha stanziato 38,1 milioni di euro a favore di progetti di recupero e valorizzazione del centro storico di Torino, escludendo gli interventi sul patrimonio museale e monumentale della medesima zona della città”.

Non ancora raggiunto, tuttavia, l’obiettivo della riqualificazione di tutta la piazza, eliminando i parcheggi a spina di pesce delle auto a raso e creando nuovo verde, ipotizzato dalla precedente Amministrazione già nel 2014; al momento è stato riconvertito solo il piazzale antistante il Collegio.

Gianpaolo Nardi

gianpaolon@vicini.to.it

 

Il Collegio Carlo Alberto è una fondazione, costituita nel 2004 dalla Compagnia di San Paolo e dall’Università di Torino, con lo scopo di promuovere la ricerca accademica e l’alta formazione nelle scienze sociali. Oltre alla produzione di ricerche di primaria qualità in economia, politica, scienze sociali e diritto, e l’istruzione universitaria e post-laurea, viene citato il contributo al dibattito sulle scelte della politica economica e sociale, a cui è destinato il 60% della produzione scientifica.

Grazie alle sue reti di ricerca e ai suoi collaboratori di alto profilo, il Collegio si è proposto come l’incubatore scientifico di alcune delle riforme più recenti in Italia, vale a dire la riforma del sistema pensionistico, criticata da più parti ma all’epoca necessaria per evitare un probabile default del nostro debito pubblico, e il Jobs Act, con un grande contributo al dibattito e alle proposte da attuare.

Tra le proposte didattiche e vari programmi Master (in economia, analisi dei dati e complessità economica, gestione dei rischi e finanza, politica pubblica e cambiamenti sociali), il Collegio ospita due programmi di dottorato: il Dottorato di Ricerca in Economia  dell’Università di Torino “Vilfredo Pareto” e il Dottorato Internazionale sull’analisi comparata dell’economia, delle istituzioni e delle norme, in collaborazione con l’Università di Torino, ed altre prestigiose Università  europee.

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